Le peggiori banche del 2013

Tra maxi-multe per i mutui sub prime, manipolazioni dei tassi e commissariamenti, ecco gli istituti finanziari che hanno fatto parlare maggiormente di sé nell'ultimo anno

– Credits: Epa Photo/Ansa

Andrea Telara

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Multate, commissariate o alle prese con bilanci in sofferenza. Per alcune banche italiane e internazionali, il 2013 è stato un anno travagliato. Lo è stato per i big della finanza statunitense come Jp Morgan o Bank of America che, pur essendo tornati da tempo a macinare profitti, hanno subito delle maxi-multe delle autorità internazionali, per fatti che risalgono agli anni scorsi e riguardano soprattutto la crisi dei mutui subprime , i prestiti immobiliari venduti alle famiglie americane a basso reddito (che nel 2007-2008 hanno provocato una immensa bolla sui mercati e portato sull'orlo del baratro il sistema creditizio internazionale). Anche in Italia, dove la vicenda dei subprime è ormai un ricordo lontano, non sono mancati però gli scandali e le vicende giudiziarie, che hanno coinvolto diversi istituti, a cominciare dal Monte dei Paschi di Siena.

Ecco, nel dettaglio, le banche che hanno fatto maggiormente parlare di sé, durante l'anno che sta per chiudersi.

1. JP MORGAN

Nel 2013, la più bersagliata dalle sanzioni è stata senza dubbio JpMorgan, che ha appena patteggiato una multa di 2 miliardi di dollari per lo scandalo Madoff, il finanziere americano condannato per truffa a una pena cumulativa di 150 anni di carcere. La banca d'affari statunitense svolgeva per Madoff attività di clearing (compensazione) cioè ne gestiva le transazioni finanziarie e, secondo le autorità federali d'Oltreoceano, ignorò colpevolmente  i segnali che dimostravano gli intenti fraudolenti del proprio cliente, allo scopo di continuare a incassare ricche commissioni. Jp Morgan dovrà inoltre sborsare la bellezza di 13 miliardi dollari di multa per aver venduto fino al 2008 una montagna di Rmbs (residential mortgage-backed security), i titoli legati ai mutui subprime, trasformatisi in carta straccia nel giro di pochi mesi.

2. BANK OF AMERICA

Allo scandalo dei subprime è legata anche una una maxi-multa da 6 miliardi di dollari che dovrà probabilmente pagare il gruppo Bank of America, per aver truffato Freddy Mac e Fanny Mae, le due agenzie del governo americano specializzate nella cartolarizzazione dei prestiti ipotecari e finite sull'orlo della bancarotta nel 2008. Secondo la Federal Housing Finance Agency (Fhfa), l'agenzia pubblica che controlla il mercato immobiliare statunitense, i vertici di Bank of America avrebbero infatti girato a Freddy Mac e Fanny Mae una valanga di mutui subprime, senza dichiarare tutti i rischi legati a queste operazioni.

3. IL CARTELLO DELL'EURIBOR

E' di pochi giorni fa la notizia di altre multe-record inflitte dall'Antitrust europea, per una cifra complessiva di 1,7 miliardi di euro, a un gruppo di big della finanza mondiale: Hsbc, Deutsche Bank, Societé Generale, Royal Bank of Scotland (Rbs), JP Morgan e Citigroup. In questo caso, la pietra dello scandalo è rappresentata dalle manipolazioni dell'Euroribor, del Libor e e del Tibor cioè i saggi d'interesse da cui dipende il costo di molti prestiti a tasso variabile. Le istituzioni finanziarie multate sono responsabili di aver taroccato le quotazioni di tutti e tre gli indicatori, per effettuare indebite operazioni di tradinge ricavarne una montagna di profitti.

4. MPS E LE ALTRE

Pur essendo molto lontane dai grandi affari internazionali, anche alcune banche italiane hanno vissuto momenti molto difficili nel corso del 2013. L'anno che si sta per chiudere, per esempio, si è aperto nel peggiore dei modi per il Monte dei Paschi di Siena (Mps) che, a gennaio, è piombato nel più grave scandalo della sua storia: quello che ha coinvolto gli ex-vertici dell'istituto guidati da Giuseppe Mussari, per la poco trasparente acquisizione di Banca Antonveneta del 2007 e l'utilizzo spericolato di contratti derivati, creati ad hoc per coprire i buchi di bilancio. Altra banca finita nella bufera nel 2013 è la genovese Carige, che ha visto le dimissioni del suo presidente Giovanni Berneschi, in carica da ben 25 anni. Motivo della fuoriuscita è la crisi dell'istituto che, tra ispezioni di Bankitalia, svalutazioni di bilancio, sospetti di uso disinvolto dei derivati e indagini della magistratura, ha accumulato una perdita di ben 1,3 miliardi di euro nei primi nove mesi dell'attuale esercizio. Il 2013 è stato un anno nero anche per Banca delle Marche, istituto che è stato commissariato da Bankitalia e che ha chiuso il primo semestre con una perdita astronomica di 232 milioni di euro. 

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