Pagamenti in contanti: cosa si può fare e cosa no

Dal primo gennaio si potrà pagare l'architetto e l'avvocato con il bancomat. Vietato il cash per gli affitti

– Credits: Carlo Carino Imagoeconomica / Imagoeconomica

Massimo Morici

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Il governo Letta si aggiunge alla lista degli esecutivi "anti - cash". Sotto le spinte del ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni (ex uomo di Bankitalia, di cui è stato direttore generale dal 2006 fino alla nomina a ministro) l'attuale esecutivo punta a ridurre le possibilità di pagamento in contanti.

L'obiettivo è ampliare la tracciabilità dei pagamenti in un paese dove ancora otto operazioni su dieci avvengono in moneta reale, favorendo così i canali rilevabili: carte di pagamento, bonifici da conto corrente e assegni.

Tra le ultime novità inserite nella legge di Stabilità, il divieto di pagare in contanti l'affitto, inserito in un emendamento del Pd che ha ricevuto l'ok dalla commissione Bilancio della Camera.

Ma non è l'unico provvedimento in agenda: Saccomanni ha espresso più di una volta la volontà di abbassare il limite del pagamento in cash sotto la soglia attualmente in vigore (1.000 euro), mentre a partire dal primo gennaio 2014 scatta l'obbligo per venditori e professionisti di dotarsi di un Pos per permettere ai clienti di pagare anche tramite carte di credito e bancomat.

Ma ecco, in breve, come funziona oggi la tracciabilità del denaro in Italia e cosa potrebbe cambiare con l'approvazione della Legge di Stabilità.

La rata dell'affitto
Oggi il canone di locazione si può pagare come si vuole: contanti, assegno o bonifico.

Se dovesse passare l’emendamento presentato da Marco Causi (capogruppo Pd in commissione Finanza), che mette il dito sulla piaga degli affitti in nero, tutti i pagamenti per l’affitto di un appartamento, "fatta eccezione - si legge nell’emendamento - per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica", dovranno essere corrisposti obbligatoriamente, "quale ne sia l’importo, in forme e modalità che escludano l’uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l’ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore". 

Pos obbligatorio per venditori e professionisti 
C'è chi lo ha letto come un regalo alle banche (oltre 2 miliardi secondo l’Osservatorio della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro): è saltata all'ultimo, difatti, la proroga di un anno per l'accettazione obbligatoria di pagamenti con moneta elettronica, dotandosi di Pos, da parte dei professionisti e dei commercianti.

L'emendamento alla legge di Stabilità 2014, firmato da Enrico Zanetti, vicepresidente della Commissione Finanze della Camera e responsabile politiche fiscali di Scelta Civica, che rinviava il provvedimento al 2015 è stato respinto. 

L'obbligo, quindi, scatta dal primo gennaio 2014. In media ogni professionista e commerciante, per dotarsi di un Pos, dovrà sborsare 100 euro per l’installazione e pagare un canone mensile di circa 30 euro. 

Limite all'uso del contante
L’ipotesi di ridurre il limite dell’utilizzo della moneta per contrastare l’evasione, è stata ventilata a fine ottobre dal ministro Saccomanni, anche se il ministero, a seguito delle proteste interne alla maggioranza, ha poi chiarito che la legge di Stabilità 2014 "non contiene alcuna norma destinata a modificare l’attuale regolamentazione dell’utilizzo del contante".

Ad oggi, quindi, il contante si può utilizzare per pagamenti in contanti fino a 999,99 euro. A 1.000 euro scatta il divieto.

Il limite vale, ovviamente, per l’incasso da clienti e il pagamento da fornitori (qualora una singola operazione fosse suddivisa, le fatture vanno cumulate nel calcolo del limite), il pagamento degli stipendi, il trasferimento di denaro tra soci, ma anche tra familiari: ad esempio, il padre che vuole dare 3.000 euro al figlio per comprarsi una moto, dovrà effettuare un bonifico sul conto corrente o passargli il denaro tramite un assegno non trasferibile.

Non si considera la soglia di 1.000 euro, invece, se il trasferimento di denaro è fra lo stesso soggetto: è il caso del passaggio di contanti dalla sfera privata all’attività di un imprenditore (e viceversa) o dei versamenti nel conto corrente e dei prelievi in banca.

(articolo aggiornato il 23 dicembre 2013)

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