Il mutuo brucia le detrazioni fiscali

È la conseguenza principale della legge di stabilità. Federconsumatori ha calcolato: ogni famiglia pagherà 250 euro in più all'anno

Una ragioniera lavora ad un modello 730 nell'ufficio di un commercialista (Credits: ANSA / STRINGER)

Giuseppe Cordasco

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“Va bene raggiungere l’equilibrio dei conti e salvare il Paese dalla bancarotta, ma così si rischia di ammazzare definitivamente le famiglie”. Non usa mezzi termini Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, per attaccare a testa bassa il pacchetto di norme fiscali contenuto nella legge di stabilità . “I primi calcoli che abbiamo fatto" ci spiega, "ci dicono che quando la revisione completa delle detrazioni andrà a regime, pur considerando gli sgravi sull’Irpef e tenendo conto però dell’aumento dell’Iva, ogni famiglia pagherà dai 200 ai 250 euro in più all’anno”.

Per Trefiletti il taglio delle aliquote Irpef è del tutto inefficace. "Avremmo preferito, ad esempio, una detassazione delle tredicesime, che avrebbe potuto rilanciare i consumi. Senza considerare che abbassare indiscriminatamente l’Irpef, paradossalmente, premia anche chi evade”.

Tra i capitoli della legge di stabilità più criticati c’è anche quello riguardante il taglio delle detrazioni. “È stato già calcolato che chi possiede un mutuo brucerà totalmente le proprie possibilità di dedurre qualsiasi altra spesa dalla dichiarazione dei redditi, e inoltre subirà un danno economico in media pari a 190 euro”. Le famiglie colpite da questo provvedimento saranno circa 3,2 milioni, quelle appunto che pagano un mutuo.

TUTTI I TAGLI ALLE DETRAZIONI

“È difficile fare esempi di situazioni tipo che si verranno a verificare – dice Trefiletti – perché ogni nucleo familiare dovrà fare i conti con le proprie deduzioni. Ma quello che già si sa di certo è che con l’aumento dell’Iva ci saranno costi maggiori per 136 euro, che raddoppieranno nel 2014, mentre sul fronte del bilancio tra Irpef in calo e deduzioni tagliate, come già accennato, le famiglie registreranno un passivo superiore ai 200 euro”. Un calcolo facilitato in parte dal fatto che, secondo Federconsumatori, nel 2014 le entrate maggiori derivanti dall’Iva saranno pari a circa 10 miliardi di euro, una cifra simile a quella che le famiglie otterranno di sconto dall’abbassamento dell’Irpef, e quindi i tagli alle detrazioni andranno tutte direttamente al passivo senza nessun tipo di compensazione.

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E sempre a proposito di detrazioni, oltre al tema scottante dei mutui, quello che proprio non va giù alle associazioni dei consumatori è la retroattività delle misure adottate dal governo. “Si tratta di un danno per milioni di famiglie – attacca Trefiletti – perché in pratica si introduce una sorta di tassa retroattiva. Non voglio arrivare a parlare di incostituzionalità, ma attraverso la magistratura ordinaria potrebbe già essere possibile far valere una serie di diritti sull’inapplicabilità di norme con valore retroattivo. In passato tra l’altro abbiamo già vinto battaglie analoghe sul fronte delle tariffe dell’acqua e di altri servizi, che si volevano aumentare con valore retroattivo”.

Il fronte dei consumatori promette dunque battaglia, anche perché in ballo non ci sono solo, pur rilevanti, questioni economiche, ma elementi che rischiano di minare la fiducia sociale.

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