Legge stabilità, perché aumenteranno le tasse locali

Guido Castelli dell'Anci spiega come i tagli del governo costringeranno i sindaci ad aumentare le imposte comunali

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Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e responsabile Finanze locali dell'Anci – Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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“Il passaggio dal vecchio regime fiscale locale basato sull’Imu, a quello attuale fondato sulla Iuc, produrrà una perdita secca di gettito per i Comuni pari a circa 1,5 miliardi di euro”. Va dritto al sodo Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno e responsabile Finanze locali dell’Anci per spiegare le ragioni per cui i Comuni contestano pesantemente la legge di stabilità che sta per essere approvata in Parlamento. Castelli conosce meglio di tutti quali siano le reali condizioni economiche in cui versano migliaia di amministrazioni locali, e se ne fa dunque portavoce in maniera convinta e appassionata.

TASSE, SACCOMANNI ALL'ATTACCO DEI COMUNI

“Per recuperare le risorse in questione – attacca il primo cittadino di Ascoli – dovremo per forza agire sulla leva fiscale. Questo significa che tanti miei colleghi dovranno ancora una volta metterci la faccia e aumentare le tasse, con tutto quello che ne consegue in termini di impatto con i cittadini e con le comunità”. Ma il paradosso ulteriore è che molti dei sindaci in questione in realtà non potranno neanche provare ad alzare le imposte, per il semplice fatto che nell’anno in corso sono stati già costretti a incrementare fino al massimo consentito le relative aliquote. “Questo significa che in questi contesti – sottolinea Castelli – si passerà direttamente ai tagli, che come noto colpiscono soprattutto i servizi del welfare e la cultura”.

IMPOSTE COMUNALI, LARICETTA DEL FUTURO

Molti cittadini sono dunque avvertiti: se le proteste, che in queste ore i Comuni stanno riversando su Governo e Parlamento, soprattutto per bocca del presidente dell’Anci Piero Fassino che ha usato toni durissimi, non dovessero avere effetti, le conseguenze a livello di taglio dei servizi locali e di aumenti delle imposte comunali si faranno sentire fin da subito nel 2014. Una battaglia politica questa dei sindaci, che ha trovato in queste ore un’importante sponda nel nuovo segretario del Pd Matteo Renzi, che nella sua veste di primo cittadino di Firenze, ha espresso piena solidarietà ai suoi colleghi, chiedendo con urgenza al premier Enrico Letta di intervenire tempestivamente.

IMPOSTE LOCALI, COMUNI SULLE BARRICATE

Tornando a Castelli, il suo tono non cambia nemmeno quando gli si fa sommessamente notare che in molti Comuni la diminuzione di risorse statali potrebbe spingere al taglio di quei tanti sprechi che spesso vengono imputati proprio alle amministrazioni locali. “A questo proposito – ribatte prontamente il sindaco di Ascoli –vorrei far notare che negli ultimi cinque anni i Comuni hanno subito un taglio dei trasferimenti pari a 8 miliardi di euro, a cui si sono aggiunti altri 8 miliardi di mancati investimenti legati ai blocchi imposti dal patto di stabilità. Stiamo parlando dunque di un sacrificio complessivo di 16 miliardi di euro e non si dica dunque che i Comuni non hanno fatto la loro parte per contribuire al riassetto dei conti pubblici”.

Di fronte a questo scenario, con una legge di stabilità in procinto di essere approvata con voto di fiducia alla Camera, non si capisce però quali possano essere gli ulteriori spiragli per intervenire. “Il governo, anche con una legge di stabilità approvata in via definitiva, potrebbe sempre agire tramite dei decreti legge da emanare già prima della fine dell’anno – propone Castelli -. Detto ciò, noi riteniamo però che la sede più opportuna per mettere mano a modifiche delle imposte locali dovrebbe essere proprio la legge di stabilità che comunque dovrà subire un nuovo passaggio al Senato. E qui, eventualmente, ci sarebbe il tempo per apportare delle modifiche”.

2013, ANNUS HORRIBILIS PER LE TASSE

Una circostanza questa che però allungherebbe ulteriormente i tempi di approvazione della legge, dato che, eventuali cambiamenti apportati al Senato, dovrebbero a loro volta comunque essere rivotati in via definitiva dalla Camera. Una prospettiva non proprio esaltante per il Governo che, proprio ponendo la fiducia a Montecitorio, aveva voluto cercare di accorciare i tempi di approvazione delle misure in discussione. Staremo a vedere però se, la pesante discesa in campo di Renzi a fianco dei Comuni, non produrrà effetti al momento non prevedibili, costringendo anche il governo a cambiare i propri programmi.

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