Il Jobs Act e le altre sfide di Renzi

Al Consiglio dei Ministri il piano per il lavoro, il taglio delle tasse e dell'Irpef, la restituzione dei debiti della Pa

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi – Credits: DANIELE SCUDIERI / Imagoeconomica

Ilaria Molinari

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C’è chi già lo definisce “piano choc”. Un pacchetto di provvedimenti su fisco, lavoro, Irpef e restituzione dei debiti della pubblica amministrazione che parte dall'operazione da 10 miliardi per il taglio delle tasse annunciato nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio e che, molto probabilmente, sarà a favore delle famiglie e non delle imprese come indicato dal sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini.  
Se ne discuterà tra mercoledì e giovedì nel Consiglio dei Ministri convocato dalle 16 di oggi.

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IL PROBLEMA DELLE COPERTURE
La madre delle difficoltà con cui dovrà scontrarsi Renzi, è il capitolo coperture: dove trovare i soldi.
Secondo il viceministro dell'Economia, Enrico Morando, la questione è "sostanzialmente risolta": le coperture saranno articolate su misure "strutturali" e "una tantum" mentre quelle calcolate sulla base del progetto pluriennale "diventeranno poi anch'esse strutturali".
Per quanto riguarda la riduzione di 10 miliardi al cuneo fiscale la metà delle risorse, circa 7 miliardi, dovrebbero arrivare dai risparmi della spending review e altre coperture potrebbero essere garantite da entrate una tantum, come ad esempio gli incassi del rientro dei capitali detenuti all'estero (circa 3 miliardi).
Ma il Tesoro pensa di poter sfruttare anche il calo degli interessi sul debito: a fine anno la spesa per interessi potrebbe calare di 5 miliardi che sommati a una riduzione del deficit (6,4 miliardi saranno recuperati sfruttando il fatto che l’attuale rapporto deficit/Pil è pari al 2,6% rispetto al tetto del 3%) potrebbero servire anche questi a coprire il taglio del cuneo fiscale. A questi fondi si aggiungono 1,6 miliardi di Iva derivanti dai nuovi pagamenti della Pubblica amministrazione. Un vaso di Pandora di circa 18-20 miliardi da utilizzare ora solo in parte.

LA RIMODULAZIONE IRPEF

Spunta l’idea di tagliare le aliquote Irpef per i redditi bassi per alzarle a quelli più alti. Per i redditi tra 28mila e 55mila l’aliquota scenderebbe dall'attuale 38% al 35%, mentre oltre i 120mila euro verrebbe introdotta un nuovo scaglione al 46%. Invariate le altre. Ma non è detto che questo provvedimento venga portato già all'attenzione di questo consiglio dei Ministri.

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IL PIANO CASA
In tutto si tratta di "interventi complessivi per circa 1,6 miliardi" come ha spiegato il ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, a margine di un'audizione alla Camera. Il piano assicurerà il recupero di circa 68mila alloggi in 4 anni. In più si proporrà la riduzione della cedolare secca per gli immobili affittati a canone concordato dall'attuale 15% al 10%. Per gli inquilini di appartamenti di natura popolare con affitto a canone concordato è prevista una detrazione media Irpef di 530 euro. Si va da un massimo di 900 euro per redditi complessivi fino a 15.493,71 a 450 euro per redditi tra i 15.493,71 euro e i 30.987,41. Il numero di alloggi interessati è stimato in 40mila unità.

I PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
È in dirittura d'arrivo il piano per l'accelerazione del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione anche se molto dipenderà dalle risposte che il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha ricevuto dall'Europa: l'operazione incide sia sul debito che sull'indebitamento e il vincolo invalicabile resta quello del 3% del rapporto deficit/Pil. "Siamo vicini ad avere un testo, le soluzioni non sono ancora perfette ma arriveremo in tempo per il Consiglio dei Ministri", ha spiegato il viceministro Morando confermando che il provvedimento farà ricorso all'apporto delle banche e della Cassa Depositi e Prestiti.  
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