Imu, ecco chi non pagherà la prima rata

Il Senato ha approvato in via definitiva l’abolizione dell’imposta sugli immobili per prime case e terreni rurali

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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I tempi parlamentari, si sa, sono decisamente un’altra cosa rispetto a quelli dell’informazione. E quindi, nonostante da tempo per le abitazioni principali sia stata annunciata l’abolizione della prima rata dell’Imu, quella di giugno per intenderci, solo in queste ore è arrivato il via libera legislativo definitivo da parte del Senato. Tecnicamente è avvenuta quindi la conversione in legge del decreto legislativo del 31 agosto 2013 n. 102 che prevedeva appunto l’abolizione del primo versamento dell’imposta sugli immobili. A questo punto si può quindi finalmente, e definitivamente, tirare le somme di una vicenda che si è trascinata per mesi, andando a precisare tutti i casi pratici in cui i contribuenti saranno esentati dal pagamento della prima rata dell’Imu.

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Ci sono ovviamente tutte le prime case e le relative pertinenze, ad esclusione degli immobili iscritti al catasto nelle categorie A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici). Non saranno soggette all’imposta neanche le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, insieme agli alloggi degli Iacp, gli Istituti autonomi per le case popolari, o degli enti di edilizia residenziale pubblica con le stesse finalità degli Iacp. Infine, l’esenzione vale anche per tutti i terreni e i fabbricati rurali.

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Sono state anche chiarite le posizioni di contribuenti che si trovano in situazioni particolari. Innanzitutto dei proprietari di un immobile dato in uso ad esempio ad un figlio che fissa in tale abitazione la propria residenza. In questo caso, la legge prevede che i Comuni possano, ma si tratta di una scelta discrezionale dei sindaci, assimilare a prima casa, e quindi non far pagare l’Imu, gli immobili, esclusi ovviamente sempre quelli classificati come A/1, A/8 e A/9, concessi in comodato a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale. L’agevolazione può però essere applicata ad una sola casa e, come detto, ciascun Comune può definire i criteri e le modalità per l’applicazione dell’esenzione, compreso ad esempio l’utilizzo dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee).

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Per quanto riguarda infine il personale in servizio permanente alle Forze armate, alle Forze di Polizia, ai Vigili del Fuoco e appartenente alla carriera prefettizia, potranno godere dell’abolizione della prima rata dell’Imu per l’unico immobile posseduto e non concesso in locazione. Tale beneficio è però condizionato al fatto che tale abitazione non appartenga alle già citate categorie catastali A1, A8 e A9, e che presso di essa il contribuente in questione non abbia fissato né la dimora abituale né tantomeno la residenza anagrafica.

Risolto così finalmente il problema della prima rata dell’Imu, tutte le attenzioni si appuntano ora sul secondo versamento, quello di dicembre. Anche in questo caso infatti il governo ha annunciato l’abolizione dell’Imu sulle prime case, ma si attende il relativo provvedimento definitivo.

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