Imprese, gli sconti di Renzi su Irap e bolletta elettrica

Il governo prova a sostenere le aziende tagliando del 10% cuneo fiscale e costi energetici

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Giuseppe Cordasco

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Chi pensava che le imprese sarebbero state completamente dimenticate dal piano shock presentato ieri da Matteo Renzi con il quale il premier ha intenzione di rilanciare la nostra economia, alla resa dei conti ha dovuto ricredersi. Certo, la parte più consistente di risorse verrà impiegata per sostenere, tramite un taglio dell'Irpef, i redditi dei lavoratori e ridare ossigeno ai consumi. Ma un deciso sostegno economico verrà messo in campo anche a favore del mondo produttivo.

LAVORATORI DIPENDENTI, IN ARRIVO IL TAGLIO DELL'IRPEF

Tra le misure che andranno in questa direzione,c’è innanzitutto il taglio del 10% dell’Irap,una delle imposte ritenute più inique, perché come sappiamo si paga anche quando l’impresa presenta conti in rosso. Ebbene, considerando il gettito annuo di questa imposta, il taglio previsto dal governo porterà ad un risparmio complessivo tra i 2 e i 3 miliardi,tutti  a favore delle aziende che potranno tirare dunque un piccolo sospiro di sollievo. Le buone notizie, presentate ieri in conferenza stampa dal premier Renzi non finiscono però qui, soprattutto per quanto riguarda il fondamentale mondo della piccola e media impresa.

ECONOMIA, ECCO ILPIANO RENZI

Un ulteriore taglio di costi infatti, dovrebbe arrivare dalla sforbiciata che l’esecutivo intende dare alle bollette energetiche delle aziende. Anche in questo caso si tratterà di uno sconto quantificabile in circa il 10%, su un monte spesa che complessivamente è stimato in circa 14 miliardi di euro all’anno. Circa un altro miliardo e mezzo dunque, che verrà abbonato alle piccole e medie imprese. In questo caso il risultato che si potrà ottenere non è solo quello immediato di un risparmio finanziario, ma, sul più lungo termine, un recupero della competitività delle nostre Pmi.

RIPRESA, PERCHE' CONVIENE SCOMMETTERE SULLE AZIENDE

E’ noto infatti ormai da tempo che il costo dell’energia nel nostro Paese rappresenta un vero cappio al collo per migliaia di aziende. L’Italia vanta il triste primato di Paese europeo con la più alta bolletta energetica a carico del sistema produttivo. A livello emblematico basta ricordare che secondo i dati forniti da Eurostat, nel nostro Paese una piccola o media azienda che consuma tra i 500 e i 2.000 megawattora all’anno, paga il singolo chilowatt circa 18 centesimi, in confronto ai 12 centesimi di Germania e Spagna, per non parlare degli 11 centesimi della Gran Bretagna e addirittura i 9 centesimi della Francia. Un divario che, secondo le stime della Cgia di Mestre, fa sì che le nostre Pmi paghino l’energia elettrica mediamente il 68% in più delle concorrenti degli altri Paesi Ue. Dati di per sé già molto significativi, a cui però gli artigiani di Mestre aggiungono altri elementi fortemente penalizzanti.

TASSE, ECCO A COSA PENSA RENZI

Innanzitutto ogni 1.000 kwh consumati una piccola impresa italiana paga 55 euro di tasse: nessuno in Europa è così tartassato. Inoltre, le piccole imprese italiane pagano il 61% in più delle grandi imprese: solo in Grecia,con l’82,4%, si registra un differenziale più elevato del nostro. L’intervento deciso dal governo Renzi dunque va nella direzione giusta, anche se non è ancora dato capire quando il taglio di costi in bolletta scatterà effettivamente. Secondo le prime indicazioni potrebbe diventare realtà nel giro di un paio di mesi, mentre secondo stime più realistiche gli effetti potrebbero aversi solo per fine anno. Un dilemma che dovrà essere chiarito nelle prossime settimane con i primi decreti attuativi che verranno emanati dal Consiglio dei ministri.

PRESSIONE FISCALE, UN 2014 A RISCHIO

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