Tutte le tasse del 2014 - Imprese

Tra Ires, Irap e Imu, le uniche speranze di un calo della pressione tributaria sono affidate agli interventi sul cuneo fiscale

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Giuseppe Cordasco

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Cuneo fiscale: è questa la formula magica a cui sono affidate le speranze delle imprese di vedere calare per il 2014 la propria pressione fiscale. Per il momento però le premesse non sono delle migliori. I fondi stanziati finora dal governo per abbassare il gettito tributario connesso alle buste paghe e caricato sulle spalle di lavoratori e imprese sono stati infatti complessivamente giudicati ancora del tutto insufficienti. I cinque miliardi messi sul piatto e spalmati sull’arco di tre anni, porteranno infatti per le imprese a sgravi ancora troppo poco sensibili e per i lavoratori ci sarà un guadagno sullo stipendio valutabile, per i redditi più bassi, intorno ai venti euro al mese. Eppure, il premier Enrico Letta ha promesso che ogni euro che sarà ricavato dalla lotta all’evasione fiscale verrà utilizzato proprio per diminuire le tasse sul lavoro, e dunque le imprese non possono che incrociare le dita e sperare che il prossimo sia davvero l’anno giusto.

UN SOLO OBIETTIVO: ABBATTERE IL CUNEO FISCALE

Per il momento lo scenario a cui si preparano è sempre lo stesso, costellato da una miriade di tasse che per il 2014 non cambieranno in nessun modo la propria entità. Vediamo allora nel dettaglio quali sono le imposte che gli imprenditori si accingono a pagare:

Irap e Ires. Le due imposte che per eccellenza costituiscono il nucleo portante della tassazione alle imprese restano intatte nella loro entità. Ci sarà tra l’altro un aggravio di tipo contabile, visto che il governo per esigenze contabili ha aumentatogli acconti che si versano per ciascuna delle due imposte considerate. Unica consolazione quella di poter detrarre il valore degli immobili strumentali su cui si paga l’Imu.

Imu. La citata tassa sugli immobili resta un altro dei macigni che aggravano la pressione fiscale di migliaia di imprese. Quest’anno tra l’altro ci sono stati aumenti di gettito serviti in parte a colmare l’abolizione dell’imposta sulle prime case. Capannoni,laboratori e botteghe dunque anche per il 2014 si preparano a ricevere un nuovo salasso per quanto riguarda il conto Imu.

Tares. E’ stata la vera sorpresa al negativo per il 2013. La nuova imposta legata alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, per le imprese, e in particolare per artigiani e commercianti, si è trasformata in una vera mazzata, con aumenti anche del 600% rispetto alla vecchio tributo sulla spazzatura. Per il 2014 dunque gli imprenditori sono avvisati, visto che il conto resterà ovviamente ancora salato.

IMPRESE: UN SALASSO CHIAMATO TARES

Iva. Nessuna novità anche per quanto riguarda l’Iva, le cui regole di versamento restano invariate. Da notare tra l’altro che alcune delle agevolazioni messe in cantiere a suo tempo dal governo Monti, e legate ad esempio alla cosiddetta Iva per cassa, si sono sostanzialmente rivelate un fiasco.

Ivie e Ivafe. Così come i contribuenti privati, anche le imprese saranno chiamate a pagare le due imposte che colpiscono il valore rispettivamente  degli immobili e delle attività finanziarie detenute all'estero.

Tobin tax. Gli imprenditori dovranno infine ovviamente passare alla cassa del fisco anche per quello che concerne il nuovo tributo introdotto per tassare eventuali investimenti e transazioni di carattere strettamente finanziario.

PRESSIONE FISCALE, IL MIRAGGIO DI UN CALO

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