Fine del roaming: ecco quanto risparmieremo

Chiamare e navigare su Internet da dispositivi mobili in patria come all’estero? Un bel guadagno per gli utenti. E, forse, anche per gli operatori

– Credits: Sean MacEntee @Flickr

Roberto Catania

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Una bella notizia per tutti coloro che utilizzano il cellulare anche all’estero: entro la fine del 2015 non si pagherà più il roaming all’interno dei Paesi dell’Ue . Manca ancora la ratifica del Consiglio dei Ministri Europei (che dovrà esprimersi sul regolamento appena approvato dal Parlamento Europeo) ma la strada sembra ormai segnata: in poco più di un anno i dazi imposti dagli operatori nel passaggio di rete fra Stato e Stato saranno un lontano ricordo.

Cosa significhi tutto questo per gli utenti è presto detto: se oggi per parlare e navigare in Francia o in Germania da telefonino un italiano è costretto a pagare una maggiorazione significativa - il tetto massimo fissato da Eurotariff è di 24 centesimi al minuto per le chiamate in entrata, 7 centesimi/minuto per quelle in uscita, 8 centesimi per gli Sms e 45 centesimi di euro per ogni megabyte scaricato dal Web (prezzi Iva esclusa) - dal prossimo anno potrà usufruire delle stesse tariffe utilizzate in Patria. I risparmi saranno ovviamente variabili in base alla propensione del singolo utente a muoversi entro i confini dell’UE, ma è chiaro che per i pendolari e le aziende che hanno una forza lavoro distribuita sul territorio europeo il saldo in bolletta sarà altamente positivo.

UNA SVOLTA EPOCALE
A volere fortemente l’abbattimento del roaming entro i confini dell’Unione è stata Neelie Kroes, il commissario europeo per l’agenda digitale che in tempi non sospetti aveva già fissato la roadmap per la riduzione progressiva delle tariffe di roaming. A dimostrazione che l’Europa non è solo quella dei “compiti a casa” ma anche quella che si batte per promuovere una coscienza europea in tutti gli aspetti che coinvolgono la vita dei suoi cittadini.

La svolta imposta dalla Kroes potrebbe certamente migliorare il livello di fiducia nei confronti degli operatori, ad oggi piuttosto modesto quando si oltrepassa il confine nazionale. E contribuire a cancellare una volta per tutte quelle piccole e grandi abitudini che per molti utenti si stanno trasformando in una vera e propria "sindrome del roaming": disattivazione - appena varcato il confine - di tutte le opzioni di traffico voce e dati dall’estero, rifiuto delle chiamate in entrata, ricerca ossessiva compulsiva di reti Wi-Fi allo scopo di usufruire di traffico dati gratuito.

COME REAGIRANNO GLI OPERATORI?
Resta ancora da chiarire come queste regole verranno recepite dagli operatori. Posto che il Parlamento europeo ha votato a favore dell'abolizione delle tariffe di roaming entro Natale 2015 e la disponibilità per tutti i cittadini europei di un'Internet aperta in cui sia vietato bloccare e degradare i contenuti (il principio della cosiddetta net neutrality), bisognerà capire se e come gli operatori cercheranno di ovviare alla perdita di ricavi (stimabili mediamente fino a un 5% del fatturato) aggiungendo addizionali, balzelli e asterischi ai servizi già a catalogo.

Ma c’è anche chi pensa che la fine del roaming possa avere ricadute benefiche anche per gli stessi provider. Una recente ricerca condotta dalla Commissione Europea rivela che il 94% degli utenti evita di connettersi a Internet dal proprio telefono cellulare quando si trova fuori confine e che circa il 47% non lo utilizzerebbe mai con gli attuali profili tariffari. Come dire che fino ad oggi non c’è mai stato un vero mercato per le connessioni mobili dall’estero.

 
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