Chi è Federica Guidi, il nuovo ministro dello Sviluppo economico

Imprenditrice, ex presidente dei giovani industriali con il pallino dell’innovazione e delle liberalizzazioni

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Federica Guidi, il nuovo ministro dello Sviluppo economico – Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Sarà Federica Guidi a sostituire il ministro Flavio Zanonato alla guida del delicato ministero dello Sviluppo economico. Un impegno gravoso, che prevede in particolare di affrontare le circa 160 vertenze aperte che rischiano di lasciare senza occupazione circa 120mila lavoratori. A questo ruolo il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha deciso allora di chiamare un’imprenditrice che in questi anni ha dimostrato tutte le proprie capacità professionali. Capacità che tra l’altro, nota curiosa, l’aveva portata ad essere inserita qualche tempo fa in un’altra lista, ossia quella stilata da Silvio Berlusconi e riguardante possibili volti emergenti da inserire nella nuova Forza Italia.

GOVERNO RENZI, L'ECONOMIA NELLE MANI DI PADOAN

L’ex sindaco di Firenze e ora nuovo premier ha però bruciato sul tempo il Cavaliere, assicurandosene per il momento soprattutto le capacità di gestione, già dimostrate tra l’altro all’interno di Confindustria, dove la Guidi ha presieduto per tre anni l’associazione dei Giovani industriali. Nata a Modena il 19 maggio 1969, Federica è figlia d'arte, suo padre è infatti l’imprenditore Guidalberto Guidi,per anni numero due di Confindustria. Si è laureata in Giurisprudenza, conseguendo successivamente un Master in "Business Administration", e una specializzazione in Rolo Finance come analista finanziario. Ha iniziato l’attività industriale nel 1996, nell'impresa di famiglia, la Ducati Energia Spa che si occupa della produzione di condensatori per l’elettrotecnica, contatori di energia, generatori e strumenti elettronici di misura.

IL LAVORO, LA PATATA BOLLENTE A POLETTI

Dal 2002 al 2005 è stata poi presidente regionale dei Giovani imprenditori dell'Emilia-Romagna e vicepresidente degli imprenditori della Regione. Dal 2005 al 2008 ha affiancato quindi Matteo Colaninno come vicepresidente dei Giovani imprenditori. Nell'aprile del 2008, ha raccolto direttamente il testimone alla guida dei giovani industriali che ha lasciato a Jacopo Morelli nel 2011. Nella sua attività alla testa di Confindustria giovani si è distinta in particolare per la sua attenzione nei confronti di ricerca e innovazione e per il rilancio delle liberalizzazioni. Caratteristiche che ovviamente potranno tornare molto utili anche nell’impegno che l’attenderà al ministero in Via Veneto.

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