Come diventare un export manager in tre mosse

Questa professione sarà sempre più richiesta. I consigli di Maria Pia Sgualdino, head hunter di Randstad, per capire in quali aziende conviene inviare il curriculum

Un manager al telefono (CARLO CARINO / Imagoeconomica)

Massimo Morici

-

C'è un ruolo in azienda a cui giovani, ma anche i lavoratori che cercano di ricollocarsi nel mondo del lavoro, dovrebbero guardare con più attenzione: l'export manager.

In italiano (anche se ormai gli anglismi in azienda sono diffusi) per indicare la stessa figura siamo costretti a utilizzare un'espressione un po' più lunga: trattasi, infatti, di un professionista che opera nell'area vendita, con lo specifico compito di sviluppare i mercati esteri.

Altrimenti, potremmo chiamarlo anche "addetto alle esportazioni".

Che sia un ruolo in ascesa, lo dimostano i recenti dati di Bankitalia sull'economia italiana: nel secondo trimestre in mezzo a tanti meno l'unico più che risalta è quello della voce sulle "Esportazioni di beni e servizi" (+2,4%). 

E negli ultimi tre anni è sempre la stessa voce a non andare mai in rosso (salvo un deciso -5,5% nel primo trimestre di quest'anno). Numeri che dicono sostanzialmente una cosa: le uniche imprese che non sentono la crisi e continuano a funzionare sono quelle che vendono fuori confine.

Ecco perché questa figura, in un momento di congiuntura economica in cui la domanda interna ha subito un forte calo e in cui sono le esportazioni ad avere un ruolo trainante, sarà sempre più richieste nei prossimi anni.

Ma qual è il profilo e quale percorso di studi o professionale bisogna compiere per poter aspirare a ricoprire un simile ruolo? Panorama.it lo ha chiesto a un head hunter, Maria Pia Sgualdino, responsabile Randstad Professionals di Milano.

I compiti dell'export manager
"Sulla base degli obiettivi definiti dalla direzione generale - spiega Sgualdino - l'export manager ha il compito di selezionare i nuovi mercati, elaborare e mettere in atto le strategie più efficaci per accedervi e poi consolidare la distribuzione dei prodotti".

Di solito questo professionista opera su un singolo Paese, nel caso di mercati maturi, o in cluster di Paesi assimilati dal punto di vista geografico, ad esempio l'Estremo Oriente o il Sud Europa.

Dove inviare il curriculum
"Attualmente è una delle figure che stiamo ricercando maggiormente, per operare su diversi mercati: in Europa (in paesi come Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna) ma anche in Russia, Turchia e Paesi dell'Est, nell'area mediterranea e in Israele, negli Usa, in America Latina, nel Far East" prosegue Sgualdino.

Ma in quali settori conviene puntare? "Le aziende alla ricerca di export manager sono solitamente realtà che all'estero vedono riconosciuta la loro leadership di mercato: non solamente grandi marchi, ma anche piccole nicchie di eccellenza del made in Italy".

Si tratta principalmente di aziende del settore alimentare – food , sia i grandi marchi sia realtà di media dimensione, come salumifici, pastifici, produttori di cioccolato, produttori di vino.

Per quanto riguarda il settore industriale, è meglio invece indirizzare il curriculum verso aziende della meccanica, ma anche della chimica o produttori di materie prime o componenti base per la realizzazione di altri prodotti.

GIOVANI MANAGER: I PAESI CHE OFFRONO PIU' OPPORTUNITA'

I requisiti richiesti
Se parlate solo l'italiano è meglio lasciar perdere. Il primo requisito per un export manager, infatti, è la conoscenza e la padronanza delle lingue.

"L'inglese è imprescindibile e viene richiesta almeno un'altra lingua europea, come francese, spagnolo o tedesco, ma anche la conoscenza di cinese, russo o altre lingue dell'Estremo Oriente può costituire titolo preferenziale o arricchire il curriculum: la tipologia di lingue richieste dipende strettamente dai Paesi in cui sarà richiesto di operare" sottolinea Sgualdino.

Per quanto riguarda la formazione, invece, si può accedere al ruolo di export manager da percorsi diversi, anche se la laurea e l'esperienza nel settore costituiscono elementi di differenziazione.

"Il profilo del candidato ideale - prosegue - è un laureato in economia con una specializzazione sui mercati esteri. Oppure una laurea tecnico-ingegneristica, nel caso in cui l'export manager debba curare la vendita di prodotti dai contenuti molto tecnici, per cui la conoscenza specifica costituisce un elemento preferenziale nella selezione".

© Riproduzione Riservata

Commenti