Addio sconti fiscali, ecco chi pagherà più tasse nel 2014

Diventano operativi i tagli per 250 milioni di una serie di crediti di imposta concessi finora a diversi contribuenti

– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

-

Qualcuno lo ha già ribattezzato come una sorta di antipasto di spending review. In attesa infatti che i tagli del Piano Cottarelli vengano discussi dal governo e diventino realtà, una piccola ma sensibile sforbiciata alla spesa pubblica è stata data grazie all’abolizione di diversi sconti fiscali di cui godevano numerosi soggetti privati e imprese. Ci riferiamo in particolare a tutta una serie di crediti d'imposta che, con decreto pubblicato qualche giorno fa in Gazzetta ufficiale, a partire da gennaio di quest’anno non saranno più erogati, con un risparmio di spesa per le casse dello Stato valutabili in circa 250 milioni di euro.

TUTTI I TAGLI DI COTTARELLI

Certo si dirà che siamo di fronte a una goccia nell’oceano di spesa pubblica, ma c’è comunque da supporre che i diretti interessati di certo non gradiranno. Il decreto in particolare stabilisce che, a decorrere dal primo gennaio 2014, saranno rideterminate, in modo tale da ridurre del 15% l’importo agevolato calcolato secondo le disposizioni attuative di ciascun credito d’imposta, le seguenti agevolazioni:

- il credito d’imposta per gli esercenti sale cinematografiche

- il credito d’imposta in favore dei gestori di reti di teleriscaldamento alimentati con biomassa nei comuni situati in specifiche zone climatiche e con energia geotermica

- il credito d’imposta relativo per  nuove iniziative imprenditoriali

- il credito d’imposta per l’acquisto di veicoli alimentati a metano o Gpl o a trazione elettrica o per l’installazione di impianti di alimentazione a metano e Gpl

- la riduzione delle aliquote di accisa sul gasolio, sulla benzina, sul gas di petrolio liquefatti e sul gas naturale impiegati come carburanti per l’azionamento delle autovetture da noleggio da piazza, compresi i motoscafi che in talune località  sostituiscono le vetture da piazza e adibiti al servizio pubblico da banchina per il trasporto di persone.

SETTORE PUBBLICA: RIPORTARE LE SPESE SOTTO CONTROLLO

Sempre a decorrere dal 2014, sono stati poi anche ridefiniti i limiti di spesa previsti per le seguenti agevolazioni:

- credito d’imposta a favore dei soggetti che erogano borse di studio a studenti universitari

- credito d’imposta per la distribuzione, la vendita e il noleggio di opere dell’ingegno digitali

- credito d’imposta per nuove assunzioni di personale altamente qualificato

SPRECHI PUBBLICI: ECCO DOVE INIZIARE A TAGLIARE

Una notazione particolare riguarda invece l’agevolazione sul gasolio per autotrazione degli autotrasportatori: in questo caso infatti la riduzione del 15% del credito d’imposta scatterà a partire dal primo gennaio 2015. Infine, una buona notizia per le attività di sviluppo, produzione, digitalizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali: per i soggetti operanti in questo settore infatti le agevolazioni, che si pensava di abolire, sono state poi invece conservate,sempre sottoforma di credito d’imposta.

LE RIFORME NECESSARIE PER TROVARE NUOVE RISORSE

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Aumentare il prezzo dei biglietti del trasporto pubblico: pro e contro

E’ vero che in Italia si paga meno che in altri Paesi europei, ma per Rienzi del Codacons il vero nodo è la qualità scadente dei nostri servizi

Moretti - Renzi e gli stipendi dei dirigenti pubblici italiani

Scoppia la polemica tra il Presidente del Consiglio e l'ad di Ferrovie dello Stato. Ma in Paesi come Germania, Francia e Gran Bretagna, i manager statali guadagnano fino a 4 volte meno dei nostri

Commenti