In Australia è allarme disoccupazione giovanile

Se il tasso di disoccupazione generale è arrivato al 6 per cento, quello giovanile rischia di superare il 13

– Credits: WILLIAM WEST/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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L'Australia si sta progressivamente rendendo conto che crescita, occupazione e sviluppo non si alimentano da soli, e che oggi più che mai è necessario fare qualcosa per evitare che i vantaggi accumulati negli ultimi anni, gli stessi che hanno indotto il resto del mondo a considerare questo paese il nuovo El Dorado del Terzo Millennio, svaniscano nel nulla.

Tra l'altro, sulla carta, un eventuale problema occupazione per l'Australia sembra mal conciliarsi con la necessità di continuare a importare professionalità dall'estero che Canberra non ha mai smesso di ribadire. Ecco perché, per capire che cosa sta succedendo, e quindi se possiamo continuare o meno a considerare l'Australia una terra di grandi opportunità, è necessario analizzare con cura dati e statistiche.

Rispetto al 2012, la situazione è decisamente peggiorata. Se a gennaio 2012 la percentuale di disoccupati rispetto alla forza lavoro a stento superava il 5 per cento, il rischio di oggi è quello di superare il 6. E anche se a occhio un punto in più potrebbe non sembrare così problematico, la vera difficoltà deriva dalla consapevolezza che il malessere sul mercato del lavoro si sta progressivamente consolidando. Poco importa, quindi, che gli ultimi dati sottolineino il miglioramento tra il 6,1 per cento di febbraio e il 5,8 di marzo. Quello che davvero ci interessa è capire i motivi di queste difficoltà e che tipo di conseguenze tutto questo potrebbe avere sulle opportunità di impiego nel paese.

Considerando che, oggi, la maggior parte degli italiani che sceglie di emigrare in Australia ha al massimo trent'anni, i settori da monitorare con maggior attenzione sono quelli generalmente destinati ai giovani. Tra l'altro, non va dimenticato che in Australia il tasso di disoccupazione giovanile è quello che sta crescendo più in fretta. Già ben oltre l'11 per cento nel 2012, il fatto che si stia pericolosamente avvicinando al 13 è senza dubbio preoccupante.

In base alle ultime statistiche, sarebbero almeno 50mila, in Australia, i giovani disoccupati da più di un anno, e in generale i tempi per trovare un lavoro si sarebbero significativamente allungati, passando da una media di 16 a una di 29 settimane. Questi dati, purtroppo, confermando che una quota di poco inferiore al 20 per cento dei non occupati di età compresa tra i 15 e i 24 anni rientra ormai nella categoria "disoccupati di lungo periodo", sembrano dimostrare che in Australia le opportunità per i giovani sono e saranno sempre di meno.

GIOVANI E FUTURO

E' risaputo che un paese che non riesce a offrire un futuro ai suoi giovani è perdente, e infatti ricerche incrociate provano che oltre il 20 per cento dei disoccupati giovanissimi continua ad esserlo anche dopo aver superato i 25 anni di età. Del resto, dopo aver trascorso così tanto tempo fuori dal mercato del lavoro, le opportunità di esservi (finalmente) inseriti inevitabilmente si riducono. Secondo alcuni esperti, il fatto che l'aumento della disoccupazione sia un problema generalizzato e non concentrato in un paio di aree geografiche o nelle aree rurali piuttosto che in quelle metropolitane permetterebbe di giudicare quest'ultimo come un problema strutturale da collegare al deficit di formazione che contraddistingue la maggior parte di questi giovani. Il 62 per cento dei non occupati, infatti, non sarebbe nemmeno riuscito a completare le scuole superiori, ne' ad acquisire abilità o specializzazioni alternative ugualmente spendibili sul mercato del lavoro.

Nel corso della campagna elettorale per le ultime elezioni federali, il Primo Ministro Tony Abbot aveva promesso ai giovani al di sotto dei trent'anni un premio in contanti se si fossero trovati un lavoro smettendo così di percepire il sussidio di disoccupazione. Nella convinzione che il lavoro sia il sistema di welfare più efficace in assoluto, Abbott si era altresì impegnato a creare rapidamente nuove opportunità di impiego per tutti.

DISOCCUPAZIONE E IMMIGRAZIONE

Mentre Abbott cerca nuovi modi creativi per stimolare la domanda di lavoro, anche invitando gli stranieri a scegliere l'Australia per sviluppare le loro idee di business, aumenta il numero di esperti e attivisti convinti che, da un lato, il mercato del lavoro sia cambiato e il sistema scolastico australiano non sia ancora stato adeguatamente riformato per essere messo nelle condizioni di rispondere alle nuove sfide di un'economia troppo globalizzata. Dall'altro, che la competizione per le già scarse opportunità disponibili sia diventata troppa, e non è chiaro se questo tipo di considerazione nasconda o meno una velata accusa al drastico incremento nel tasso di immigrazione registrato negli ultimi anni. Questo perché chi arriva con i working holiday visa cerca sempre più spesso di sfruttarli come trampolino di lancio per rimanere nel paese, mentre chi vi entra con altri tipi di visto nella maggior parte dei casi è stato accolto proprio in virtù di una o più specializzazioni.  

In Australia le conseguenze di questo picco di disoccupazione giovanile si stanno già facendo sentire in termini di depressione, isolamento sociale, sanità e abbandoni scolastici, e per tanti Canberra dovrebbe decidersi a preoccuparsi un po' di più del futuro dei suoi ragazzi. Tuttavia, è ancora presto per capire in che direzione voglia davvero andare il governo, soprattutto a fronte dell'ennesimo aumento di interesse per l'immigrazione, soprattutto se qualificata.  

 

 

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