Economia

Ocse: perché l'economia mondiale cresce poco e delude

Commercio debole e distorsioni finanziarie. Nella zona euro +1,5% del 2016 e +1,4% nel 2017. Per l'Italia solo +0,8%: scarsa fiducia e incertezza politica

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Pier Carlo Padoan, ministro dell'economia e delle finanze – Credits: JOHN THYS/AFP/Getty Images

L'economia mondiale rimane bloccata "in una trappola di bassa crescita" che ha tra le spie principali l'indebolimento dei flussi commerciali. È l'avvertimento lanciato dall'Ocse, che intitola il nuovo Interim Economic Outlook: "Allarme sulla crescita globale: commercio debole, distorsioni finanziarie".

Il Pil mondiale, secondo l'Ocse, crescerà del 2,9% nel 2016 e del 3,2% nel 2017 al ribasso di 0,1 punti rispetto all'economic outlook di giugno. Quanto alla zona euro, la crescita prevista è dell'1,5% nel 2016 e dell'1,4% nel 2017, rispettivamente 0,1 e 0,3 punti in meno rispetto alle precedenti stime di giugno. Negative anche le previsioni per l'Italia.

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"Continue delusioni sulla crescita pesano sulle aspettative di crescita, che deprimono commercio, investimenti, produttività e salari, il che porta a sua volta a un ulteriore revisione al ribasso delle aspettative di crescita e a un infiacchimento della domanda", sottolinea l'organizzazione di Parigi, "la debolezza delle condizioni delle economie avanzate è controbilanciata da un graduale miglioramento" nei mercati emergenti", la cui crescita, nondimeno, "ha rallentato rispetto agli anni precedenti e si riprenderà solo lentamente nel 2017, trainata dall'attenuarsi della recessione di Brasile, Russia e altri produttori di materie prime".

"La prolungata fase di indebolimento della domanda sta causando effetti avversi sempre maggiori dal lato dell'offerta e contribuisce all'autoavverarsi della trappola della bassa crescita", prosegue l'Ocse, "gli investimenti, il commercio e la produttività sono deboli, mentre la crescita dell'occupazione non è stata accompagnata da significativi incrementi salariali". Preoccupa inoltre "la flessione della produzione potenziale", risultato di "un rallentamento della diffusione delle innovazioni tra le firme e - più di recente - un rallentamento dell'innovazione sul fronte tecnologico", tutte evoluzioni che "esacerbano i problemi nel miglioramento del benessere delle persone, nelle economie avanzate quanto in quelle in via di sviluppo".

Tali prospettive "sono soggette a significativi rischi". In particolare "stanno salendo i rischi di instabilità finanziaria, anche per i tassi di interesse eccezionalmente bassi e i loro effetti sui prezzi delle attività finanziarie e degli immobili" e occorre considerare che "molte economie emergenti soffrono del peso di debiti elevati e di distorsioni valutarie, rimanendo vulnerabili a fughe di capitali e a crescite più basse del previsto". Il quadro potrebbe però rivelarsi migliore del previsto "se la ripresa economica guadagnasse impeto", soprattutto se si assisterà a "una risposta politica più robusta", ad esempio "attraverso uno stimolo fiscale collettivo nelle economie avanzate". Nondimeno, "le difficoltà di accordarsi su risposte efficaci alle sfide politiche e alle crescenti tensioni politiche in molti paesi costituiscono significativi rischi al ribasso per l'economia globale".


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La situazione dell'economia italiana

Nel suo Interim Economic Outlook, l'Ocse ha tagliato le stime sulla crescita dell'economia italiana rispetto all'Economic Outlook dello scorso giugno. Il Pil italiano è ora previsto in espansione dello 0,8% sia nel 2016 che nel 2017. Le stime di tre mesi fa puntavano a una crescita dell'1% nel 2016 e dell'1,4% nel 2017.

La revisione al ribasso è dovuta al fatto che le attese "su investimenti e scambi non si sono rivelati così fruttuosi come si prevedeva" spiega Catherine Mann, capo economista dell'Ocse. "Nel caso dell'Italia dobbiamo riconoscere che c'è una vasta gamma di sfide da affrontare", ha aggiunto, sottolineando, tra l'altro, che l'Italia sarà uno dei Paesi maggiormente colpiti dalla bassa crescita della zona euro nel 2017.

In Italia sono stati compiuti "notevoli progressi in materia di diritto del lavoro. Questo ha avuto un effetto sulla ripresa del tasso di occupazione dando vita a un nuovo slancio. L'idea era che questo slancio continuasse nel 2016 ma le nostre speranze sono andate deluse" ha aggiunto Mann precisando che questa situazione è dovuta, tra l'altro, alla scarsa "fiducia" e all'"incertezza politica" sugli esiti del prossimo referendum costituzionale.

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