Economia

Occupazione: l'Italia tra le migliori dell'Eurozona

In sei mesi i contratti stabili sono cresciuti del 151%. E ora cosa succederà?

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Barbara Massaro

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Una crescita occupazionale netta di mezzo punto percentuale, tra le migliori dell'Eurozona. Sono i dati sull'occupazione che arrivano da Eurostat e che dipingono il quadro della situazione nel mondo del lavoro in Europa.

Italia testa di serie nell'Eurozona

Secondo quanto emerge dalla statistica, l'occupazione in Italia è cresciuta dello 0,5% nell'ultimo trimestre con i contratti a tempo indeterminato che hanno subito un'impennata del 151%.

Merito soprattutto del clima disteso e della fiducia nell'esecutivo giallo verde che ha saputo conquistare imprenditori e datori di lavoro lasciando presumere un futuro sereno e la possibilità di arrivare a quel riscatto socio politico del quale l'Italia ha bisogno per rinascere.

Nello stesso periodo nel resto della zona euro l'occupazione è cresciuta dello 0,2% in media con picchi massimi dello 0,3%.

L'occupazione, in generale, è salita dell'1,2% nell’Eurozona rispetto al 2018 e dell'1% nell'Ue. Si tratta di dati importanti che seguono il trend del primo trimestre dove la crescita è stata ell'1,4% e dell'1,2%.

Da quanto si legge nel documento pubblicato da Eurostat "tra gli stati membri quelli che hanno registrato la più alta crescita rispetto al trimestre precedente sono la Grecia e Cipro, entrambi con +0,7%, la Polonia e la Slovenia (con lo 0,6% in più) e l'Italia. I cali peggiori invece sono stati evidenziati in Croazia, che ha visto l'occupazione scendere di 1,6%, Lettonia (-1,16%), l'Irlanda e Portogallo, entrambi con un calo dello 0,6%."

Cosa succederà ora

Si tratta di dati che, per quanto riguarda l'Italia, arrivano oggi, ma che sono frutto del lavoro effettuato dal passato esecutivo che ha fatto di tutto per stimolare crescita e sviluppo dando speranza a lavoratori e imprese.

Erano anni che in Italia non si assisteva a una crescita tanto marcata e il timore degli analisti è che adesso le cose possano cambiare e che nel prossimo trimestre si possa assistere a una virata al ribasso dei dati tendenziali.

Vista la lacunosità del programma di governo del Conte bis non è chiaro quale sia la direzione che prenderà la politica occupazionale italiana.

Se rimarrà in una situazione di stagnazione assistenziale intorno al reddito di cittadinanza (il neo ministro del lavoro Nunzia Catalfo è la madre spirituale del RDC) con un ridimensionamento degli investimenti su imprenditori e impresa per l'Italia si aprono scenari difficili con la concreta prospettiva di scivolare in basso nella classifica occupazionale dell'Eurozona.

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