Numeri

Immigrati: quanto pesa il loro contributo per le pensioni degli italiani

Secondo il presidente dell’Inps Tito Boeri, la chiusura delle frontiere per i prossimi 22 anni farebbe mancare circa 38 miliardi di contributi

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Giuseppe Cordasco

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In un periodo in cui si fa un gran parlare di immigrazione selvaggia, e degli effetti negativi che questa potrebbe avere sulle economie europee, hanno suscitato non poche attenzioni le dichiarazioni del presidente dell’Inps Tito Boeri, circa le conseguenze negative che proprio un’eventuale stop agli stranieri potrebbe avere invece sul nostro sistema pensionistico.

È noto a tutti infatti che ogni modello previdenziale si regge su un impianto mutualistico per cui le pensioni di oggi sono pagate grazie ai contributi versati da chi, sempre oggi, lavora. Ebbene, se venisse a mancare l’apporto fondamentale della parte di lavoratori che in Italia arriva dall’estero gli effetti potrebbero essere disastrosi.

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I numeri di Boeri
Secondo le stime presentate dal presidente dell’Inps, una ipotetica chiusura delle frontiere per i prossimi 22 anni, comporterebbe un saldo negativo per le casse dell’ente previdenziale di ben 38 miliardi di euro.

La cifra in questione si ottiene in base a precisi calcoli. Uno stop agli extracomunitari, ha spiegato infatti Boeri, significherebbe, a prezzi costanti, 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate agli immigrati con un saldo netto negativo di 38 miliardi per l'Inps. La simulazione, ha chiarito sempre il presidente dell’Inps, è fatta sulla base di una riduzione media ogni anno di 80mila persone appunto nei prossimi 22 anni.

Pensioni a rischio senza immigrati
Le considerazioni di Boeri lasciano presagire dunque uno scenario quanto mai preoccupante nel quale un’eventuale blocco agli arrivi di stranieri potrebbe addirittura mettere in crisi tutto il nostro sistema pensionistico. Una questione questa con cui è bene fin d’ora fare i conti quando si parla di lavoro e immigrazione.

Come ha spiegato bene Boeri infatti, gli extracomunitari che lavorano nel nostro Paese, offrono un contributo molto importante al finanziamento del nostro sistema di protezione sociale e questa funzione è destinata a crescere nei prossimi decenni man mano che si riducono le generazioni dei giovani italiani che entrano nel mercato del lavoro. In pratica, la presenza di stranieri andrà a compensare il calo delle nascite con cui in Italia ci confrontiamo ormai da anni.

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