Come sono esplosi i licenziamenti in Italia

Il confronto trimestre per trimestre rivela i danni della riforma Fornero sul mercato del lavoro

Attivazioni/cessazioni di contratti di lavoro, andamento trimestrale (Fonte: ministero del Lavoro. Grafico a cura di Pierluigi Tolot)

Marco Cobianchi

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Un altro grafico sui contratti attivati e rescissi aiuta a capire come una legge sbagliata sul lavoro possa danneggiare chi lo cerca e, perfino, chi lo ha. E di come una riforma sia a questo punto necessaria. La linea blu del grafico indica le attivazioni di nuovi contratti, trimestre per trimestre, dall'inizio del 2012 al maggio dell'anno scorso. Purtroppo il ministero del lavoro non ha dati più recenti che arriveranno solo a maggio. La linea rossa indica, invece, le cessazioni di rapporti di lavoro. Importante: si sta parlando, in questo caso, di singoli contratti e non di persone: significa che una stessa persona può aver sottoscritto, in un trimestre, anche due contratti di lavoro ed essere stato licenziato più di una volta. In entrambi i casi sono stati raggruppati in un solo indicatore tutti i tipi di contratti esistenti: a tempo determinato, indeterminato, a chiamata e così via. Ma il colpo d'occhio è impressionante.

Appena dopo l'approvazione della riforma Fornero, luglio 2012, le imprese iniziano a liberarsi dei propri collaboratori come non avevano mai fatto prima e, soprattutto, non assumono. La filosofia della riforma Fornero era quella di indirizzare le imprese ad assumere con il contratto a tempo indeterminato rendendo assai più complicato assumere persone con il contratto a tempo. Se si vanno a scorporare i dati si scopre che i contratti a tempo indeterminato attivate nel quarto trimestre del 2012 sono state le più nasse di tutti i trimestri precedenti: 406.858. E, soprattutto, si scopre che i 655.246 contratti a tempo indeterminato saltati in quel trimestre sono il numero più alto in assoluto rispetto a tutti i trimestri presi in considerazione.

Ma c'è un altro dato che può risultare interessante: nel periodo preso in considerazione le attivazioni superano le cessazioni: 15 milioni di nuovi contratti rispetto a 14,5 milioni.

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