Ricchi e poveri: in Italia la situazione non cambia

La crisi non ha aumentato la distanza tra i redditi più alti e quelli più bassi

La differenza tra il primo e l'ultimo quintile di reddito in alcuni Paesi europei. (Fonte: Eurostat - Grafico a cura di Pierluigi Tolot)

Marco Cobianchi

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C’è un ritornello che fa capolino nel dibattito pubblico ogni volta che il discorso cade sul reddito degli italiani. Il ritornello recita che durante la crisi economica i ricchi sono diventati più ricchi e i poveri sono diventati più poveri.

I dati del grafico qui sopra dimostrano che questa affermazione è quantomeno esagerata. L’Eurostat ha infatti calcolato il reddito lordo medio del quintile più ricco rispetto al reddito medio del quintile più povero della popolazione di uno stesso Paese. Tradotto: queste linee indicano per quale numero occorre moltiplicare il reddito di una persona appartenente al 20% più povero per ottenere il reddito medio di una persona che appartiene al 20% più ricco. Più il moltiplicatore è basso e migliore è la distribuzione dei redditi, ovvero, minore è la distanza tra i redditi delle due classi sociali.

Bene: nel 2011 tra i grandi Paesi europei quello che aveva i redditi distribuiti in modo più diseguale era la Spagna che ha visto aumentare in maniera quasi verticale la distanza tra ricchi e poveri dall’inizio della crisi, nel 2008. Segue l’Italia che ha un coefficiente pari a 5,6, Significa che per ottenere il reddito medio di una persona che appartiene al 20% della popolazione più ricca occorre moltiplicare per 5,6 il reddito medio di una persona che appartiene al 20% della popolazione più povera. È da notare che 5,6 è lo stesso identico coefficiente del 2005: significa che negli anni più duri della crisi la differenza di reddito tra ricchi e poveri non è aumentata, al massimo sono entrambe le classi sociali diventate più povere. Se poi consideriamo anche il 2004, quando il coefficiente era 5,5, si può dire che la differenza di reddito è addirittura diminuita tra il 2004 e il 2011.

Dopo l’Italia viene la Gran Bretagna, seguita dalla Francia e dalla Germania che, nel 2011, ha fatto registrare un coefficiente di 4,5 risultando essere, tra i grandi Paesi d’Europa, quello nel quale la distanza tra ricchi e poveri è minore.

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