Imprese: quante ne falliscono ogni giorno

I drammatici dati dei primi 9 mesi confermano la catastrofe industriale: 28 chiusure quotidiane

Il grafico mostra la crescita dei fallimenti di imprese anno dopo anno – Credits: Elaborazione di Panorama.it su dati Cerved, a cura di Pierluigi Tolot

Marco Cobianchi

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Questo grafico non ha bisogno di molti commenti. Indica l’andamento delle procedure di liquidazione delle imprese italiane secondo i dati del Cerved tra il 2001 e l’ottobre del 2013. L'andamento è impressionante anche perchè il trend in crescita è iniziato ben prima dello scoppio della crisi con un picco impressionante tra il 2007 e il 2008, in anticipo, quindi, sull'annus horribilis che è stato il 2009, quando il Pil italiano è crollato del 5%. 

Qualche altro dato rende ancora meglio l’idea della catastrofe industriale verso la quale l’Italia si è incamminata. Tra luglio e settembre 2013 le imprese che hanno aperto una procedura di crisi o di liquidazione volontaria sono state 13mila. Nei primi 9 mesi dell’anno stiamo parlando di 62mila aziende, il 7,2% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In entrambi i casi si tratta di record mai registrati nell’ultimo decennio. Per quanto riguarda i fallimenti: nel terzo trimestre se ne contano 2.500: quasi 28 crack ogni giorno. Da gennaio a settembre i fallimenti sono stati 10mila, anche questo un record mai visto prima nel corso dell’ultimo decennio.

Per quanto riguarda le liquidazioni volontarie: gli imprenditori che chiudono attività che comunque non sono in crisi, sono stati 14mila tra luglio e settembre per un totale, nei primi 9 mesi dell’anno, di 50mila attività. Bastano questi numeri per dare un’idea dell’emergenza nella quale il Paese è immerso.

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