New York, città ideale per le donne imprenditrici

Sono 670.100 le aziende in rosa che fatturano 105 milioni di dollari. Ma tutti gli Usa sono terra felice per il business femminile. Seguiti da Australia, Germania e Francia come mostra l'indice Gender-Gedi di Dell

New York. La città delle donne imprenditrici - Credits: Matthew Lloyd/Getty Images

Cinzia Meoni

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Una donna ha molte più chance di costituire una propria impresa negli Stati Uniti che in ogni altra parte del mondo. La riprova sono le oltre 8,6 milioni aziende guidate appunto negli Usa. È questo il risultato del primo indice mondiale che misura l’imprenditorialità femminile creato da Dell e ripreso da Forbes. L’indice "Gender-Gedi " di Dell, al suo debutto, misura attraverso 30 indicatori (tra cui istruzione, istituzioni, accessibilità ai finanziamenti, cultura) il potenziale relativo all'imprenditoria in rosa in 17 Paesi (l'Italia è esclusa). Sul podio si classificano Stati Uniti, Australia e Germania. Ma appare subito chiaro, al di là dei punteggi (gli Usa conquistano il livello più elevato con 76/100), che il margine di miglioramento è ampio per tutti, vincitori compresi.

ISTRUZIONE, FINANZIAMENTI E CULTURA PER FAR DECOLLARE LE IMPRESE FEMMINILI
Il rapporto evidenzia come non sia sufficiente avere una solida posizione in alcuni settori chiave (diritti legali, istruzione e accesso ai finanziamenti) perché sia garantito, all'interno di un singolo Paese, un alto potenziale di imprenditorialità femminile. Quest'ultima infatti è spesso frenata da norme sociali e culturali. Il Giappone ad esempio, gioca alla pari con Regno Unito e Stati Uniti per la qualità del reddito. Eppure Tokyo, per fattori preminentemente culturali, vanta una percentuale di donne manager molto bassa (9%) rispetto al 43% degli Usa, al 10% della Turchia, all'11% dell’Egitto e al 13% del Marocco. Il rapporto chiarisce poi come le lacune nel livello di istruzione costituiscano un freno allo sviluppo dell’imprenditorialità. Numerose donne nei Paesi in via di sviluppo sfruttano le opportunità imprenditoriali, ma generalmente senza istruzione non sono in grado di far decollare le proprie attività. L'accesso ai finanziamenti è poi cruciale. Si consideri che in molti Paesi a basso reddito, sono poche persino le donne con un conto corrente (in Egitto la percentuale è ferma al 7%, in Uganda al 15%, in Messico al 22%). Ma anche nei Paesi dove l'apertura di un conto corrente non è un problema, l'accesso ai finanziamenti di capitale di rischio sono ancora bassi. Ad iniziare dagli Usa, dove solo il 3-5% dei finanziamenti alle impresa va ad aziende in rosa.   

LA CLASSIFICA DI DELL-IL GENDER GEDI (in /100)

1 - Usa 76/100
2 - Australia 70/100
3- Germania 63/100
4 –Francia 56/100
5 – Messico 55/100
6- Regno Unito 51/100
7 – Sud Africa 43/100
8 – Cina 41/100
9 - Malesia 40/100
10 – Russia 40/100
11 – Turchia 40/100
12- Giappone 39/100
13 – Marocco 38/100
14 - Brasile 36/100
15- Egitto 34/100
16 – India 32/100
17 – Uganda 32/100

LE CITTA' IN ROSA
Se si è donne e imprenditrici meglio quindi dirigersi negli Usa dove stando al rapporto 2013 dell’AMEX, sono già 8,6 milioni le aziende fondate da donne che generano più di 1.300 miliardi dollari di fatturato e impiegano quasi 8 milioni di persone. Non solo le imprese in rosa aumentano, negli Usa, ad un ritmo sensibilmente maggiore rispetto alla media generica. Infatti, stando al rapporto Amex "The state of women-owned business ", tra il 1997 e il 2013 il numero di imprese di proprietà di donne è aumentato del 59% (rispetto al +41% della media nazionale).

Più in dettaglio ecco le cinque città dove se si è donne è più facile fare fortuna:
. New York: 670.100 le imprese in rosa che fatturano 105 milioni di dollari
. Houston: 167.300 aziende che generano ricavi per 35 milioni di dollari
. Dallas: 188.200 imprese per un fatturato di 31,6 milioni di dollari
. Washington: 250.300 per un giro d’affari di 33 milioni di dollari
. Atlanta 179mila aziende per 30 milioni di dollari di fatturato

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