Napolitano e le dieci emergenze economiche del Paese

Dal rifinanziamento della cassa integrazione al rilancio dell’occupazione, ecco i temi caldi del prossimo governo del presidente

(Credits: Imagoeconomica)

Giuseppe Cordasco

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Tra qualche ora il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano giurerà per il suo secondo mandato, e un minuto dopo la priorità assoluta diventerà la costituzione di un nuovo governo che riprenda in mano le redini di un Paese devastato da una crisi economica che diventa se possibile ogni giorno più grave. E’ ovvio dunque che tra le prime decisioni che il nuovo esecutivo dovrà adottare, indipendentemente da chi sarà a guidarlo, ci saranno i provvedimenti che riguarderanno l’economia. L’obiettivo sarà quello, condiviso ovviamente dallo stesso Giorgio Napolitano, di rilanciare la crescita in un Paese ormai mortificato da un punto di vista occupazionale e produttivo. E andiamo a vedere allora quali potranno essere le priorità su cui i ministri incaricati dovranno certamente adottare misure urgenti. Si va da quelle di cortissimo raggio e di emergenza, come il rifinanziamento della Cassa integrazione, a quelle di più ampio respiro, ma comunque fondamentali, come potrebbe essere il rilancio delle grandi infrastrutture.

Occupazione. L’Italia ha toccato in questo periodo picchi di senza lavoro che non si vedevano dagli inizi degli Anni Novanta. Il tasso di disoccupazione medio oscilla intorno al 12%, un valore che vede solo Spagna e Grecia fare peggio. In tal senso allora potrebbero essere necessari interventi che rilancino l’occupazione agendo magari sul fronte della tassazione del lavoro e diminuendo il cosiddetto cuneo fiscale. Insomma incentivi che permettano alle aziende di assumere con più facilità.

Lavoro giovanile. All’interno del più generale problema della disoccupazione il nostro Paese vive il vero e proprio dramma della mancanza di lavoro per i giovani. Sono più del 30% quelli senza un’occupazione, con punte del 50% nel Mezzogiorno. Si tratta di un’emergenza che da economica rischia di diventare anche sociale. Bisognerà dunque agire in fretta, intervenendo ad esempio sul fronte dell’apprendistato, per creare nuove possibili occasioni di lavoro.

Rifinanziamento cassa integrazione. L’allarme è stato lanciato in queste ore dai sindacati. All’appello mancherebbero i soldi per circa 500mila cassa integrati che rischiano di rimanere senza alcuna forma di sostegno. Si parla della necessità di stanziare con urgenza 1 miliardo di euro per arrivare però a 2,5 miliardi.

Esodati. Anche questo resta un problema che il nuovo governo si ritroverà sul tavolo con la massima urgenza. Si stima infatti che siano circa 150mila (su 398 mila esodati) i soggetti che rischiano di restare senza stipendio e senza pensione.

Accelerazione rimborsi debiti alle imprese. Il governo ancora in carica per gli affari correnti ha messo a punto un decreto che sblocca 40 miliardi in due anni. Tanti però sono ancora i problemi burocratici che rallentano il via ai pagamenti degli entri locali. Sarà dunque fondamentale intervenire per accelerare i rimborsi e per sanare la parte mancante per raggiungere i circa 100 miliardi di debiti totali da rimborsare.

IL DECRETO CHE SBLOCCA I PAGAMENTI

Rilancio dell’edilizia. Ridare ossigeno al settore delle costruzioni sarà, sul fronte della ripresa economica, una delle vie maestre da seguire, e il rilancio potrebbe avvenire anche in tempi rapidi. A chiederlo con forza da tempo non è solo l’Ance, l’associazione dei costruttori, ma  tutto il sistema produttivo che ruota intorno al mondo dell’edilizia.

EDILIZIA, ECCO COSA CHIEDONO I COSTRUTTORI

Grandi infrastrutture. All’interno del comparto edilizio, un ruolo centrale è giocato poi dai grandi progetti infrastrutturali. Confermare e rilanciare almeno una parte di essi ridarebbe vigore all’intero sistema produttivo che potrebbe contare su progetti e lavori di lunga gittata. Un’iniezione di fiducia che potrebbe avere un impatto, anche solo di carattere emotivo, non indifferente sul Paese.

Riduzione del carico fiscale. Intervenire sul peso ormai insopportabile delle tasse potrebbe essere un’altra delle priorità da mettere in campo anche in tempi rapidi. Imu e Tares per i privati cittadini e Irap per le imprese sono solo alcuni dei dossier più caldi su cui si potrebbe provare ad intervenire tempestivamente.

TASSE, COSA BISOGNA FARE PER ABBASSARLE

Taglio delle spese. Riprendere e perseverare nel percorso di razionalizzazione della spesa pubblica non potrà non essere una delle questioni su cui lavorare. Si parla ancora una volta con insistenza del taglio delle province, ma questo sarebbe solo uno dei capitoli su cui agire. Tanti sono ancora i rivoli di spesa pubblica che si potrebbero arginare anche in tempi rapidissimi.

Energia, oggi e domani. Il governo in carica ha presentato la Sen, la cosiddetta strategia energetica nazionale ed è sulla base di questo programma che anche nei prossimi mesi bisognerà agire. Creare infatti un sistema di approvvigionamento energetico il più possibile razionale è una delle premesse essenziali per sperare in una vera ripresa del Paese.

ENERGIA, L'EREDITA' DI CORRADO PASSERA

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