Economia

Mps, la caduta del muro di Siena

In una lettera datata 10 ottobre la Banca d’Italia chiede all’Mps di eliminare il limite del 4 per cento al possesso di azioni. È l’inizio di una rivoluzione?

Credits: Elaborazione di Stefano Carrara - Daniele Scudieri/Imagoeconomica

Il mittente non avrebbe potuto essere più autorevole: la Banca d’Italia: «Si richiede a Banca Mps di modificare quanto prima l’articolo 9 dello statuto sociale, al fine di rimuovere il limite al possesso azionario per i soci diversi dalla fondazione, tenuto conto che la permanenza di tale limite potrebbe costituire un ostacolo anche alle operazioni di ricapitalizzazione». La missiva, datata mercoledì 10 ottobre e firmata dal capo della vigilanza, Mauro Parascandolo, è arrivata al vertice dell’istituto senese e rappresenta una svolta epocale per la banca più antica del mondo, perché la rende potenzialmente contendibile e quindi borsisticamente appetibile.

L’attuale limite statutario del 4 per cento al possesso azionario di un singolo socio infatti un ostacolo insormontabile per chiunque voglia tentare una scalata. Da quando (presto, ragionevolmente) l’istituto ottempererà alla «moral suasion», questo baluardo sarà rimosso. Il che si tradurrà, verosimilmente, in una valorizzazione del titolo in borsa e quindi in una manna per gli azionisti, assai delusi dall’andamento delle loro azioni sul listino.

Il presidente della fondazione, Gabriello Mancini, si era recentemente detto convinto che, anche scendendo al di sotto del 20 per cento del capitale, il suo ente sarebbe riuscito a rimanere azionista di riferimento della banca, ma non sapeva di Bankitalia. E aveva definito l’attuale limite al 4 per cento «un elemento di sistema fondamentale per tutelare la stabilità dell’azionariato». Di diverso avviso il nuovo vertice dell’istituto (il presidente Alessandro Profumo e l’amministratore delegato Fabrizio Viola) per il quale, come ha chiarito, prima dell’input di Bankitalia, «se l’attuale limite del 4 per cento dei diritti di voto per tutti i soci tranne la fondazione sarà ostativo alla realizzazione dell’aumento di capitale, andrà rimosso».

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