Giacomo-Vaciago
Economia

È morto Giacomo Vaciago, professore con l'arte di insegnare

Il nostro omaggio al noto docente della Cattolica, economista e sindaco, capace di spiegare in modo chiaro i fatti complessi dell'economia

Qualunque giornalista si sia occupato di fatti economici e abbia intervistato almeno una volta Giacomo Vaciago, appena scomparso all'età di 74 anni, non poteva non aver in simpatia questo sempre sorridente e ironico professore dell'Università Cattolica, con un lungo cursus honorum accademico alle spalle. Vaciago era indubbiamente un uomo che  amava molto conversare con la stampa e non diceva quasi mai di no a qualunque cronista lo contattasse. Tutti avevano il suo numero di cellulare (molti persino quello di casa) e non era difficile raccogliere da lui un commento fresco, ma mai superficiale, sui fatti economici della giornata o della settimana, dalle manovre monetarie della Banca centrale europea ai contenuti della Legge di Stabilità.

La migliore qualità di Vaciago, almeno per i cronisti che lo intervistavano, era però un'altra: saper descrivere fatti complessi come quelli dell'economia con le parole chiare di un professore che conosce davvero l'arte di insegnare. Le sue metafore e le sue spiegazioni davano sempre la possibilità di costruire un titolo, di riassumere tutto il nocciolo della questione in una sola frase, anche quando le vicende da narrate erano appunto molto complicate.

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Dotato di una profonda cultura umanistica, capace di visioni molto ampie dei problemi, Vaciago non lesinava però critiche ai governi di turno, quando facevano qualcosa a suo parere sbagliato, nonostante il ruolo ricoperto di consulente per vari ministeri, da quello del Tesoro ai Beni Culturali.

Assieme agli studi accademici e alla famiglia (aveva 4 figli e 9 nipoti) Vaciago nutriva un altro grande amore: la sua città,  Piacenza,  di cui è stato pure sindaco tra il 1994 e il 1998, come capo di una coalizione di centrosinistra, in quella stagione politica in cui la guida di molti capoluoghi italiani fu assunta da esponenti della società civile, professori e intellettuali senza tessere di partito in tasca. Proprio della sua esperienza come primo cittadino, Vaciago raccontò una volta un aneddoto.

Un giorno ebbe un incontro con un gruppo di residenti per discutere una questione assai spinosa: l'insediamento sul territorio comunale di un impianto di smaltimento dei rifiuti. Dopo un'accoglienza parecchio fredda, il sindaco-professore fu congedato da un caloroso applauso, essendo riuscito a convincere molti dei presenti della bontà delle sue proposte. Proprio questa era la qualità che Vaciago sembrava voler valorizzare al massimo in sé: la capacità di spiegare, divulgare il sapere, di far ragionare i suoi interlocutori e persuaderli, parlando un linguaggio comprensibile a tutti.

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