Economia

Miliardari: perché dall’inizio della crisi il loro numero è raddoppiato

Il patrimonio dei super ricchi cresce al ritmo di mezzo milione di dollari al minuto e il divario con i poveri si fa sempre più ampio

Senzatetto

Due senzatetto nei giardini pubblici di Champs-de-Mars, a Parigi – Credits: Kenzo Tribouillard/AFP/Getty Images

Una nuova ricerca firmata da Oxfam, la confederazione di organizzazioni non governative impegnate nella lotta alla povertà, certifica che il numero di miliardari nel mondo è raddoppiato dall’inizio della crisi. Ma non è tutto. In base ai dati, infatti, i super ricchi vedono crescere il loro patrimonio di mezzo milione di dollari al minuto e la ricchezza collettiva dei miliardari si attesta a 5,4 trilioni di dollari, un terzo del Pil degli Stati Uniti, mentre 870 milioni di persone vivono in estrema povertà. In base alle stime dei ricercatori, inoltre, occorrerebbero 220 anni al miliardario messicano Carlos Slim per spendere il suo patrimonio da 80 miliardi di dollari al ritmo di un milione di dollari al giorno. Per contro, Andy Haldane, economista della Banca d’Inghilterra, stima che una tassa dell’1,5% sulla ricchezza dei miliardari permetterebbe di rastrellare 74 miliardi di dollari l’anno, sufficienti per garantire l’istruzione e la salute ai bambini dei Paesi più poveri del mondo. 

Dai dati, riferisce The Guardianemerge che la disuguaglianza è cresciuta anche all’interno delle nazioni. Adesso, sette persone su dieci vivono in Paesi dove il divario fra ricchi e poveri è più grande di trenta anni fa. Lo studio, aggiunge The Atlantic, evidenzia come, fra le dieci persone più ricche del mondo, sette siano americane, ma esiste anche un ampio divario di genere: sono solo tre, infatti, le donne nell’elenco delle prime trenta persone più ricche del mondo. Nel conto, vanno messi anche problemi sociali derivanti dalla disuguaglianza economica che abbracciano salute, educazione, opportunità di guadagnano, differenze retributive, violenza e cambiamento climatico. “La distanza fra ricchi e poveri sta crescendo in un modo incontrollato”, ha commentato Raymond C. Offenheiser, presidente di Oxfam America. “La disuguaglianza non è un volano per la crescita, ma una barriera alla prosperità per la maggior parte delle persone sul pianeta, in quanto ostacola la crescita economica, favorisce la corruzione e l’instabilità”.  

Che cosa ha determinato una tale concentrazione di ricchezza? Oxfam cita due ragioni in particolare: la prima è la politica del “laissez faire”, la seconda è la capacità di chi ha denaro di mantenere il potere. I ricercatori sostengono, infatti, che le tasse sulla ricchezza siano mantenute a un livello basso dalle élite economiche che possono permettersi di fare pressione sui politici. Una visione che ha il sostegno del Premio Nobel Joseph Stiglitz e dell’economista Jeffrey Sachs, entrambi attivi sostenitori della necessità di ridurre la disuguaglianza. Oxfam, infine, si rivolge ai governi, alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Internazionale affinché prendano misure per contrastare l’evasione fiscale delle imprese, per spostare il peso della tassazione dal reddito e dai consumi alla ricchezza e al capitale, ma anche per investire in assistenza e istruzione gratuite e per sradicare la povertà estrema entro il 2030. Secondo lo studio, infatti, la disuguaglianza è il risultato di scelte politiche ed economiche e come tale potrebbe essere progressivamente attaccata e risolta.  

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