Economia

Mercato auto, perché nel 2018 potrebbe crescere come nel 2017

Nonostante un aumento del 7,9% delle immatricolazioni, il nostro parco vetture resta ancora vecchio, e dunque le vendite quest’anno potrebbero continuare

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Giuseppe Cordasco

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Il mercato italiano dell'auto chiude il mese di dicembre 2017 con una flessione delle vendite del 3,17%, ma nell'intero anno sfiora la soglia dei 2 milioni di immatricolazioni: questo significa che, secondo i dati del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’anno appena finito sono state vendute 1.970.497 auto, ossia il 7,9% in più del 2016.

In questo modo, secondo molti osservatori, l'Italia recupera il rango di grande mercato mondiale dell'auto che aveva perso durante la durissima crisi cominciata nel 2008, con le immatricolazioni che finalmente si riallineano alle nostre reali potenzialità di vendita.

Una lenta ma costante risalita

Per capire quale sia stato l’accidentato percorso del mercato dell’auto in questi anni di crisi, è sufficiente ricordare qualche numero significativo, partendo dal 2007, quando le immatricolazioni furono ben 2.493.106. Da allora si è registrata una sorta di discesa all’inferno con un minimo di 1.304.648 immatricolazioni, ovvero quasi la metà del 2007, toccato nel 2013.

Poi c’è stata la costante ripresa, con tassi di crescita del 16% nel 2015 e nel 2016 fino all'incremento di circa l’8% registrato nel 2017 e l’avvicinamento alla soglia psicologica delle 2 milioni di auto vendute.

Un limite questo che tra l’altro, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, sarebbe stato sicuramente già superato quest’anno, se non vi fosse stato nell'ultimo trimestre “un mutamento di politica commerciale di alcune marche, che, avendo già raggiunto gli obiettivi di vendita dell'anno, hanno fortemente rallentato la pressione esercitata con km zero, sconti e promozioni”.

2018: sensazioni positive

A rendere, se possibile, ancora più incoraggiante l’umore degli operatori del mercato dell’auto, ci sono poi le buone prospettive di crescita per il 2018. Tra gli elementi di potenziale sviluppo, c’è il fatto che in Italia ci sia ancora un parco auto tra i più vetusti d’Europa.

“Il 2018 – spiega infatti Michele Crisci, presidente dell’Unrae, l’Associazione delle case automobilistiche estere - eredita il problema della qualità del nostro parco circolante, molto grande e molto vecchio (età media 10,5 anni) sul quale è necessario che i decisori locali, subito, e poi il rinnovato esecutivo nazionale agiscano con determinazione per assicurare la raggiungibilità dei target di emissione previsti per il 2020”.

A conferma di questo scenario ci sono i dati Aci, secondo i quali su un parco auto totale di 37.843.983 unità, il circolante ante Euro 3 (veicoli immatricolati cioè prima del primo gennaio 2001, quindi con oltre 17 anni di vita) conta 9.567.000 vetture, pari addirittura al 25,3% del totale circolante. Insomma, tutti automobilisti che in questo 2018 potrebbero decidere finalmente, è il caso di dire, di cambiare auto, acquistando una vettura nuova.

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