Marijuana: la birra paga il prezzo della legalizzazione

Negli Stati Uniti, i giovani e i meno abbienti stanno cambiando le abitudini di consumo

Marijuana

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Stefania Medetti

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La birra paga il prezzo della legalizzazione della marijuana. A oggi, infatti, i volumi di vendita hanno ceduto il 2% in Colorado, Oregon e Washington, stati dove la pianta è stata legalizzata per usi ricreazionali. Ma in alcuni casi, le vendite di marijuana hanno superato quelle della birra. I dati, riferisce Time, indicano una migrazione del consumo dal classico “six pack” di birra alla marijuana e questo ha implicazioni soprattutto per i produttori di marchi più economici. Secondo una ricerca firmata Cowen & Company, sono proprio i brand commerciali, come Bud Light, Coors Light e Miller Light quelli che risentono maggiormente della concorrenza della marijuana. In media, hanno perso il 4,4% a volume, mentre birre come Budweiser e Coors hanno segnato -2,4%. Anche le birre artigianali stanno rallentano in questi stati, ma non allo stesso ritmo.

Il trend dimostra una significativa sovrapposizione fra il target di consumatori di birre economiche e quello degli utilizzatori di marijuana. “La pressione sulle birre economiche è coerente con i trend nazionali del consumo di cannabis. Negli ultimi dieci anni (l’ultimo dato disponibile è del 2014), l’incremento del consumo ha riguardato proprio i nuclei familiari con i redditi più bassi". Il cambiamento è particolarmente evidente a Denver, in Colorado, dove i 18-25enni che usano più cannabis, hanno smesso di bere birra. Le vendite, infatti, sono calate del 6,4%. Mentre nuovi stati considerano una liberalizzazione delle politiche relative alla cannabis, i produttori di birra cercheranno di tutelare la propria posizione. “Anheuser-Busch e Molson Coors Brewing Company controllano circa il 70% del mercato della birra negli Stati Uniti e i segnali sulla potenziale concorrenza  sono chiari”, scrivono gli analisti.

Per complicare ulteriormente le cose, alcuni birrifici artigianali hanno iniziato a mettere sul mercato birra infusa di cannabinoidi, ma senza i componenti psicoattivi. Poche settimane fa, la Food and Drug Administration ha dato la propria approvazione alla formula che, dunque, potrà essere commercializzata anche in altri stati che hanno legalizzato il consumo ricreativo di marijuana – come Oregon, Washington e Alaska -, ma anche in stati che non hanno approvato questo tipo di leggi, come la California. Ai birrifici commerciali, invece, questa opzione è preclusa dall’Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau che assegna le licenze.

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