Marijuana addio: il business si sposta sulla chimica

Costano poco e si trovano facilmente: le droghe sintetiche stanno invadendo il mercato europeo, complice internet che fa da luogo di scambio e di informazione

Il sequestro di oltre 300 chili di metamfetamina e 250 di eroina in Australia (Torsten Blackwood/AFP/Getty Images)

Stefania Medetti

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In totale sono 73 le nuove droghe sintetiche scoperte nel mercato europeo nel 2012. Nel 2011 erano 49 e nel 2009 ne sono state rintracciate 24. Lo rivela la recente inchiesta “European Drug Report ” firmata dall’European Monitor Center for Drugs and Drugs Addiction che sottolinea come la velocità di diffusione delle nuove droghe non sia mai stata così elevata. Nel 2013, l’agenzia ha avuto la segnalazione di una nuova sostanza ogni settimana.

A quanto pare sono circa 300 le droghe sintetiche che si possono acquistare nell’Unione Europea, un mercato parallelo a quello delle sostanze stupefacenti, ma più difficile da rintracciare e potenzialmente più pericoloso, perchè gli effetti di queste nuove sostanze sono sconosciuti. La mancanza di dati farmacologici e tossicologici, infatti, impedisce di sapere quali effetti potranno avere sulla salute dei consumatori nel lungo periodo, ma anche come trattare la dipendenza o l’overdose. L’elenco dei costi sociali, quando non si arriva al decesso, comprende scompensi cardiaci, psicosi, paranoia e attacchi di panico. “Ci troviamo di fronte a un’offerta di stimolanti sempre più complessa, caratterizzata da una crescente proliferazione di sostanze e di canali di vendita”, ha commentato Cecilia Malmstroem, commissario europeo agli affari interni che ha auspicato nuove leggi in grado di definire i confini legali del fenomeno. 

Le nuove sostanze, infatti, sono chiamate anche “sballo legale”, perchè simulano gli effetti delle droghe tradizionali in maniera artificiale. La novità riguarda anche la produzione. Queste droghe, infatti, arrivano molto spesso dalla Cina e dall’India e vengono semplicemente etichettate in Europa. A complicare le cose ci si mette il fatto che le etichette non sempre corrispondono al contenuto e i cani antidroga non hanno ancora imparato a fiutare le nuove droghe. Risultato: le droghe chimiche circolano su canali legali (come la posta) e possono essere acquistate online, in negozi specializzati che le vendono come integratori per le piante o sali da bagno, con tanto di indicazione “non sono per il consumo umano”. 

Internet funziona sia come mezzo di informazione sia come mercato anonimo. A gennaio dello scorso anno, l’Unione Europea aveva identificato quasi 700 negozi online. Il Regno Unito, in particolare, è il primo mercato per l’e-commerce delle droghe sintetiche e, a partire dal 2011, ha registrato un incremento verticale  dei siti che le commercializzano. Gli Stati Uniti sono al secondo posto, seguiti da Paesi Bassi, Germania e Repubblica Ceca. 

Lo studio europeo rivela inoltre che il numero di persone che utilizza le droghe “tradizionali” stia calando : i nuovi utilizzatori di eroina, per esempio, sono cresciuti a un tasso più contenuto rispetto al passato. Allo stesso modo, in alcuni Paesi, è calato il consumo di cannabis e cocaina e i ricercatori sospettano che il cambiamento sia frutto passaggio a droghe sintetiche. “Le organizzazioni criminali gestiscono adesso la produzione di queste nuove droghe che hanno il vantaggio di imporre minori rischi e garantire altri guadagni, visto che non è facile identificarle”, ha sottolineato  Rob Wainwright, direttore di Europol. 

Dopo gli Stati Uniti, che solo nel 2012 hanno cominciato a mettere al bando alcune sostanze, anche l’Europa è al lavoro su nuove misure per controllare la diffusione di droghe sintetiche. Nel vuoto della legislazione, come hanno avuto modo di scoprire  gli americani, c’è spazio per un business miliardario.

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