Maker Faire Rome: tecnologia spinta a misura di famiglia

Alla Fiera di Roma tre giorni di manifestazione rivolta agli innovatori per l'innovazione: 700 progetti esposti da "toccare con mano"

mascotte2

La mascotte di Maker Faire

Sergio Luciano

-

Innovazione spinta, ma a misura di famiglia. È l’ibridazione più felice del “nuovissimo” col “sempre”, una fiera che prende le tecnologie più avanzate e, perché no, strampalate e le rende commestibili per il signore della porta accanto e per suo figlio nativo digitale: succede a Roma alla “Maker Faire Rome – The European Edition”. Da oggi al 16 ottobre 2016 alla Fiera di Roma, se ne vedranno di tutti i colori: i primi “Wakeskate” magnetici al mondo; We-Lab, il laboratorio di analisi portatile; Ortuino, l’orto domestico intelligente a misura di bambino; il ristorante del Futuro, e un premio da 100 mila euro per il miglior ”Progetto maker”.

Un Luna Park del domani: “Siamo cresciuti, abbiamo preso un grandissimo spazio in più”, dice Riccardo Luna, giornalista (dirige l’Agenzia giornalistica Italia) e Digital Champion italiano, curatore da sempre della fiera insieme a Massimo Banzi, cofondatore di Arduino: “E non avendo più ristrettezze e ne abbiamo approfittato”. Altro che: 55 mila metri quadrati espositivi coperti su 100 mila totali, ben 8mila dedicati ai bambini e ragazzi dai 4 ai 15 anni con i laboratori organizzati nell’apposita Area Kids, 65 aziende sponsor, uno grande spiegamenti di effetti speciali, dalle “voliere” per i droni ai maxi-robot all’area kids.

MakerFaire Rome è la più celebre e frequentata fiera del suo genere, fuori dagli Stati Uniti. A costruirla è quest’anno un team di teste d’uovo: oltre a Luna e Banzi, coordinatore esecutivo dei contenuti è Alessandro Ranellucci, affiancato da un team di coordinatori di area: Stefano Micelli, autore di “Futuro Artigiano” e professore della Ca’ Foscari di Venezia con Luca De Pietro, docente di Innovazione digitale all’Università di Padova, per il New Manufacturing, Fabio D’Agnano, direttore del Master in Architettura Digitale dell’Università IUAV di Venezia per Scuole, Centri di Ricerca e Università, Paolo Mirabelli per l’Area Droni, Sara Roversi, co-founder di You Can Group e Future Food Institute per l’Area Food e Chiara Russo, co-founder di Codemotion, per l’Area Kids.

“Quando quattro anni fa la nostra Camera di commercio decise di realizzare questa manifestazione”, spiega il presidente della Camera di Roma, Lorenzo  Tagliavanti, “pensavamo di fare una importante manifestazione rivolta agli innovatori per l'innovazione. A distanza di quattro anni, abbiamo registrato un grande boom di interesse non soltanto degli innovatori, come nella prima edizione, ma soprattutto degli studenti, dei giovani, che sono quelli sicuramente piu' attratti da questo nuovo modo di produrre, ma anche a questo nuovo modo di vivere".

Ma già l’anno scorso c'è stato il salto di qualità: oltre ai “makers” in fiera sono affluiti gli imprenditori “normali “desiderosi di vedere con i loro occhi quali innovazioni potrebbero rinnovare il loro business se applicate con creatività”.
Quest’anno i progetti esposti sono 700, selezionati tra i 1.500 raccolti dagli organizzatori. Nel “cartellone” anche centinaia tra conferenze, seminari e workshop formativi su temi cruciali e attualissimi come la domotica, droni e robotica, stampa 3D, industria 4.0, IoT – Internet delle cose, credito, tecnologia applicata ai mezzi di trasporto, cucina e musica.

Roma si conferma insomma, per il quarto anno consecutivo, come centro propulsivo, a livello europeo, di nuove idee, contenuti e modelli economici: oltre 400 i progetti selezionati tra gli oltre 1.200 presentati alla sola Call for Makers da oltre 65 Paesi fra i quali Germania, Spagna e Grecia ma anche Regno Unito, Turchia, Cina e Stati Uniti, Singapore, Emirati Arabi, Taiwan.

Alla Maker Faire Rome si può “toccare con mano” come il lavoro e la forza delle idee siano capaci di generare nuovi modelli produttivi fondati su varietà e personalizzazione dei prodotti. Un esempio concreto sono i 50 progetti provenienti della Call for New Manufacturing che uniscono saperi artigianali e nuove tecnologie proprie del nostro tessuto manifatturiero più all’avanguardia.

In un’apposita area dedicata della Fiera sono presenti, assieme al CNR, tutte le università pubbliche romane (Sapienza, Roma Tre, Tor Vergata) e le più importanti università italiane (i Politecnici di Milano e di Torino, gli Atenei di Firenze, Napoli, Siena e Trento, solo per citarne alcuni) e anche l’Università di Pechino e l’Università di Coburgo. Un totale di 40 tra Università e Centri di ricerca italiani e stranieri.

Cinquantasei sono state poi le scuole selezionate per esporre alla Maker Faire Rome (40 istituti secondari e ITS italiani e 15 provenienti dai Paesi UE), quasi il doppio rispetto al 2015. Le scuole sono state scelte tra le 186 candidate che hanno partecipato con ben 285 progetti alla Call for Schools, realizzata in collaborazione con il Miur.

Quest’anno e anchè stata lanciata, per la prima volta, la “Call for Big Bang Projects” rivolta a maker, artisti e visionari con l’intento di costruire la manifestazione, oltre che nei contenuti, anche nelle sue attrazioni più importanti. Su oltre 100 progetti pervenuti – dall’Italia e dall’estero – ne sono stati selezionati 15 in grado d’incantare i visitatori come: la parete interattiva di 10 metri che reagisce al tocco; una pista di 200 mq per i gokart integrati con la Realtà Virtuale, rivolta a un pubblico di giovanissimi; una caccia al tesoro per risolvere un delitto con la tecnologia dell’IoT - Internet delle cose.

Si inizia con l’Educational Day e l’Opening Conference. A oggi, per l’Educational Day, la mattinata gratuita dedicata alle scolaresche dalle 9 alle 13, si sono già registrati da tutt’Italia oltre 15mila studenti di scuole elementari, medie e superiori.

© Riproduzione Riservata

Commenti