Economia

L'ultimo rapporto Istat sull'occupazione in Italia

Crescono a settembre gli occupati (+45 mila unità) ma crescono anche, dopo i segnali positivi di luglio e agosto, i disoccupati (+60 mila unità). Diminuisce il numero di inattivi che non sono in cerca di lavoro (-127 mila)

disoccupazione

Crescono in Italia, nel mese di settembre, gli occupati (+0,2%, pari a +45 mila unità), azzerando il calo registrato nel mese precedente.  Ma crescono anche i disoccupati (+2,0%, pari a +60 mila), dopo il calo registrato a luglio (-1,1%) e agosto (-0,1%). 

La spiegazione di questa apparente contraddizione è semplice: c'è stata, nell'ultimo mese, secondo l'ultimo rapporto Istat, una rilevante diminuzione della stima dei lavoratori inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,9%, pari a -127 mila), cioé di coloro che - pur trovandosi in età da lavoro - rinunciano a cercare stabilmente un'occupazione e costituiscono il 34,8% della forza lavoro potenziale nel nostro Paese.

Sono dati in chiaroscuro, insomma, quelli forniti, mese su mese, dall'Istituto Nazionale di Statistica: complessivamente il tasso di disoccupazione risulta pari all'11,7%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Per avere un raffronto con gli altri Paesi europei - e con le varie aree interne - potete consultare questa grafica realizzata da Eurostat, il centro statistico ufficiale dell'Unione. La media della disoccupazione dei 28 Paesi europei è di 8,5%.


Il tasso di disoccupazione nei 28 Paesi Ue by cidigi on Scribd


CRESCITA DELL'OCCUPAZIONE
L'incremento del tasso di occupazione (pari al 57,5% della forza lavoro potenziale) riguarda tutte le componenti di genere e tutte le classi di età, ma l'aumento più rilevante si concentra, questo mese, secondo ISTAT, tra i lavoratori indipendenti (+56 mila), a fronte di un calo dei dipendenti a termine e la stabilizzazione di quelli permanenti.

Complessivamente, nell'arco del trimestre precedente, il rapporto Istat registra una sostanziale stabilità degli occupati, con  segnali di crescita tra i lavoratori dipendenti, sia permanenti sia a termine e le persone di 50 anni o più, mentre diminuiscono in modo significativo - nonostante il miglioramento dell'ultimo mese - gli indipendenti. Su base annua si conferma la tendenza all'aumento del numero di occupati (+1,2% su settembre 2015, pari a +265 mila). La crescita tendenziale è attribuibile quasi esclusivamente ai dipendenti permanenti (+264 mila) e si manifesta sia per la componente maschile sia per quella femminile, concentrandosi principalmente tra gli over 50 (+384 mila). Nello stesso periodo calano sensibilmente gli inattivi (-3,6%, pari a -508 mila) e aumentano i disoccupati (+3,4%, pari a +98 mila).

CRESCITA DELLA DISOCCUPAZIONE
Come scritto cresce anche il tasso di disoccupazione, ora fermo all'11,7% (+0,2% su base mensile). Ma diminuisce nella fascia di età giovanile, tra i 15-24enni, attestato a settembre al 37,1%, in calo di 1,2 punti percentuali rispetto al mese precedente. Se vengono considerati anche i giovani inattivi, cioè coloro che non sono occupati e non cercano lavoro perché nella maggior parte dei casi impegnati negli studi, l'incidenza dei giovani disoccupati tra 15 e 24 anni sul totale dei giovani della stessa classe di età è pari al 9,8% (cioè poco meno di un giovane su 10 è disoccupato). In calo di 0,3 punti percentuali rispetto ad agosto.

 


Istat: Occupat e disoccupati Settembre 2016

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