Economia

Le dimissioni di Nava dalla Consob, le cose da sapere

Perché il presidente dell'authority di vigilanza sui mercati finanziari ha lasciato il suo incarico

Nava-Consob

Andrea Telara

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Alla fine Mario Nava, presidente della Consob dall'aprile scorso, ha deciso di mollare. Dopo le richieste di dimissioni avanzate dai partiti di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, il n. 1 dell'authority che vigila i mercati finanziari ha deciso di rimettere il suo mandato nelle mani dell'esecutivo. Nava tornerà a lavorare a Bruxelles, presso la Commissione Europea, che aveva lasciato in primavera per andare alla Consob, nominato dall'ex premier Paolo Gentiloni.

E' stato proprio il precedente lavoro a Bruxelles che ha fatto perdere il posto a Nava. Da diversi mesi, infatti, il governo giallo-verde guidato da Giuseppe Conte lo aveva messo nel mirino, chiedendo di esaminare tutti gli atti della nomina di Nava, con uno scopo ben preciso: verificare l'esistenza di eventuali conflitti d'interesse. Quali?

La Consob, va ricordato, è la commissione che vigila sulle società e la Borsa. Dunque, ci sono indubbiamente dei conflitti d'interesse se per esempio il capo di un'authority di questo tipo ha rapporti economici o altri legami con i soggetti che deve vigilare, cioè con  le società quotate a Piazza Affari, con le banche o con gli intermediari che emettono o negoziano strumenti d'investimento.

Distacco e non aspettativa

Non è questo il caso di Nava che, a detta della maggioranza Lega-5Stelle, ha solo un'altra colpa: ha lavorato per la Commissione Europea e, una volta ricevuto il nuovo incarico, non si è messo in aspettativa ma ha scelto un'altra forma di distacco che tecnicamente, nel gergo della burocrazia comunitaria, si chiama comando triennale. Nava è rimasto cioè dipendente della Commissione Ue, come se le autorità di Bruxelles lo avessero messo lì, temporaneamente, a dirigere la Consob su invito del governo italiano.

Questa scelta, condivisa dall'ex-premier Gentiloni, era stata motivata dal fatto che la nomina di Nava, che a Bruxelles si è occupato a lungo di regolamentazione finanziaria, avveniva anche con lo scopo di rafforzare la collaborazione tra le autorità europee e gli organismi di vigilanza sui mercati dei vari stati membri dell'Ue. Meglio dunque piazzare in quel posto uno che ha grande dimestichezza con le questioni comunitarie e finanziarie .

Per il governo, e soprattutto per il Movimento 5Stelle, il neo presidente della Consob era invece in conflitto di interessi perché restava alle dipendenze di un organismo sovranazionale, mentre nel suo nuovo incarico di funzionario pubblico italiano aveva il compito di difendere  esclusivamente interessi nazionali.

Servitore dello Stato o servitore della finanza


“Adesso vi prometto che nomineremo un servitore dello Stato e non della finanza internazionale”, ha scritto su Facebook il leader dei 5stelle nonché ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, commentando la notizia delle dimissioni. Perché Nava sia un servitore della finanza internazionale, Di Maio nel suo post su Facebook non lo spiega. Intanto, però, il presidente della Consob ha deciso di accontentarlo. Tornerà a lavorare a Bruxelles affermando che il governo ha voluto dargli il benservito per ragioni politiche.

Nava ha ricordato che la sua nomina è stata validata da quattro diverse istituzioni: la Commissione Ue, la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Presidenza della Repubblica e pure la Corte dei Conti. Un post su Facebook di Di Maio, però, evidentemente vale di più.


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