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Economia

Borse: Asia ancora in difficoltà

Tokyo -1,3%, chiude un agosto da incubo (-8,5%). In calo anche Shanghai (0,82%), Shenzen (3,06%), Hong Kong (0,27%)

31 agosto 2015

Segno meno per le borse asiatiche in apertura di settimana, sulle preoccupazioni per un rialzo dei tassi della Fed a settembre.
Tokyo (-1,3%) archivia il mese peggiore dei suoi ultimi tre anni (in agosto -8,5%).

Debole anche Hong Kong (-0,27%).

In chiusura Shanghai contiene il calo allo 0,82% mentre Shenzen, lascia sul terreno il 3,06 per cento.

Milano apre incerta con l'indice Ftse Mib in leggero calo dello -0,09% a 21.968 punti. Eni in controtendenza che, grazie al maxigiacimento in Egitto, corre in rialzo del 3,75% e Saipem in progresso dell'1,3 per cento.
In calo le aperture per Francoforte (-0,63%); Parigi (-0,77%).
Spread tra Btp e Bund in rialzo a 120 punti.

28 agosto 2015

12:00 - Sui mercati prevale la volatilità. Le borse europee accentuano le loro perdite, mentre anche in Asia, dopo i rally di Tokyo (+3%) e Shanghai (+4,82%), Hong Kong inciampa e chiude a -1%.

Virano i territorio negativo i petroliferi, dopo il nuovo calo del prezzo del greggio. Londra scende dello 0,05%.

A Milano l'indice Ftse Mib arretra dello 0,99%, Francoforte perde lo 0,85% e Parigi lo 0,3%. Madrid avanza dello 0,1% e Atene cede lo 0,1%.

27 agosto 2015

Ore 10:55 - Sull'onda delle performances asiatiche, ottime aperture anche in Europa: Francoforte segna +3%, Parigi +2,7%, Madrid +2,4%, Milano +2,29% e Londra +2,09%,.

Ore 10:00 - Iniziano a farsi sentire sui mercati asiatici i provvedimenti assunti dalla Banca centrale cinese (People's Bank of China), che ha anche annunciato di aver tagliato il tasso di riferimento della moneta nazionale verso il dollaro ai minimi degli ultimi 4 anni, portandolo a 6,4085 yuan verso il biglietto verde. La Borsa di Shanghai chiude così a +5,4% e quella di Shenzhen a +3,33%, trascinando in terreno positivo anche Hong Kong (indice Hang Seng a +3,6%). +1,41% anche per Taiwan. 

26 agosto 2015

Ore 15:00 - Dopo il rimbalzo di ieri, c'è ancora nervosismo e volatilità sui mercati, nonostante le mosse della banca centrale cinese su tassi e riserve bancarie.

I listini europei sono partiti in calo questa mattina e hanno ridotto strada facendo le loro perdite, praticamente azzerandole, sulla scia dei future su Wall Street, che prevedono un rialzo in apertura e dopo che Peter Praet, a nome della Bce, non nasconde la sua preoccupazione per l'inflazione troppo bassa e non esclude, se necessario, nuovi allentamenti.

Londra cede lo 0,01%. A Milano l'indice Ftse Mib segna +0,2%. Francoforte arretra dello 0,07% e Parigi dello 0,01%. Madrid va giu' dello 0,29% e Atene guadagna lo 0,33%.

Ore 11:00 - Chiusura senza grandi scosse per le borse asiatiche oggi.

- Hong Kong perde l'1,52%, entrando in territorio negativo dopo il cedimento di Shanghai dei giorni scorsi. È il minimo degli ultimi due anni.

- Shanghai termina una giornata estremamente volatile in calo dell'1,3%, dopo aver registrato oscillazioni verso l'alto e verso il basso di oltre il 3%.
L'indice Csi di Shanghai chiude ai minimi da otto mesi e mezzo. In compenso Tokyo chiude in rally a +3,2% e Seul a +2,57%.

Sydney chiude in rialzo dello 0,6%. Le mosse di Pechino hanno ridato solo in parte fiducia ai mercati asiatici, che nelle prossime settimane chiederanno di più, come dimostra l'andamento di ieri di Wall Street, che nel finale ha evaporato il rally iniziale, con il DJ a -1,3%.

- Le borse europee partono invece negative, a dimostrazione che c'è ancora nervosismo e volatilità sui mercati, nonostante le mosse di ieri di Pechino su tassi e riserve bancarie.

Milano -1,55%; Parigi -2,28%, Francoforte -2,26%, Londra -1,88%, Madrid -2%, Atene -1,5%.
Oro in flessione a 1.134,75 dollari (-0,5%) sui mercati asiatici. Petrolio in lieve rialzo a 39,60 dollari sul mercato elettronico after hours.

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25 agosto 2015

Il punto, ore 18:00 - Le Borse europee reagiscono alle turbolenze "made in China" e danno vita a una seduta di forte rimbalzo dopo la caduta di ieri.

- Il doppio intervento della Banca centrale cinese, che oltre a iniettare nuova liquidità ha tagliato i tassi di interesse e le riserve obbligatorie delle banche,
- l'indice Ifo della fiducia delle imprese tedesche in miglioramento
- e la fiducia dei consumatori americani superiori alle previsioni sono stati i fattori che hanno contribuito alla riscossa dei listini continentali.

La chiusura è sui massimi di seduta: Milano ha guadagnato il 5,86% compensando in buona parte il ko di ieri (il Ftse Mib è tornato a 21650 punti).
Francoforte è salita del 5,3%.

Banche sotto i riflettori a Piazza Affari: +9,5% Bper, +8,2% Intesa Sanpaolo. Riscatto per Luxottica (+6,5%) dopo le rassicurazioni della società sull'esposizione in Cina e gli acquisti per 30 milioni operati dal patron Leonardo Del Vecchio.

Tra gli industriale guadagno del 6,5% per Fiat e Finmeccanica. Exploit di DelClima: +81,1% dopo che Mitsubishi Electric ha annunciato l'accordo con De Longhi per la quota di maggioranza a cui seguirà il lancio dell'opa.

Euro/dollaro corregge a 1,1414 (1,1606 ieri sera).

Rimbalzo del greggio: +3,3% a 39,52 dollari al barile a New York.
(Radiocor)

Ore 17:00 - Partenza sprint per Wall Street, dopo le forti perdite di ieri. In avvio di seduta l'indice Dow Jones sale del 2,34% muovendosi in area 16242 punti, mentre l'S&P500 sale del 2,15% a 1933.
Balzo in avanti del Nasdaq che segna un +3,21% a 4671 punti.

Diverse le indicazioni macro in arrivo dagli States: in primo piano le vendite di case nuove e la fiducia dei consumatori. In particolare, quest'ultima si è attestata ad agosto a 101,5 punti, in rialzo dai precedenti 91 (dato rivisto da 90,0 punti). Gli analisti avevano previsto una fiducia a 93,4 punti.

Le borse europee verso il final di seduta segnano una decisa rimonta. Francoforte segna +4,72%, Milano è maglia rosa con +5,15%, Parigi +4,1%, Londra +2,55% e Madrid +3,46%. Atene è già chiusa, in rialzo del 9,3%.

12:20 - La banca centrale cinese ha tagliato dello 0,25% i tassi di interesse a un anno sui prestiti e sui depositi, portandoli rispettivamente al 4,6% e all'1,75%. Le misure avranno effetto a partire da domani. 

L'istituto ha inoltre abbassato di mezzo punto percentuale il tetto di riserva obbligatorio per le banche, che passa così al 18% per gran parte delle maggiori società.

10:35 - Un nuovo tracollo per la borsa di Shanghai, che ha chiuso con un meno 7,63% nonostante la banca centrale cinese abbia effettuato un'iniezione di liquidità nel sistema pari a 150 miliardi di yuan. L'indice Sse Composite è sceso sotto la soglia psicologica dei 3 mila punti, toccando i minimi dallo scorso 15 dicembre, e ha perso oltre il 42% rispetto al picco dello scorso 12 giugno.

- Scivola ancora anche Shenzhen, giù del 7,09%.
Tra i settori più penalizzati figurano l'energia e i bancari: sia PetroChina che Sinopec e hanno segnato ribassi pari al 10%, mentre i colossi del credito Icbc e Bank of China lasciano rispettivamente sul terreno il 5,12% e l'8,16%.

- La borsa di Hong Kong chiude in rialzo dello 0,76% dopo sette sedute consecutive in ribasso. L'impatto del nuovo scivolone di Shanghai è comunque sensibile: il China Enterprises Index, che include le maggiori compagnie cinesi quotate a Hong Kong, accusa infatti un ribasso di quasi l'1%.

Invece oggi l'Europa sembra reagire meglio alla tempesta cinese.
Milano (+2,32%),
Londra e Francoforte (+1,66% entrambe),
Parigi (+1,53%),
Madrid (+1,2%).
Anche Atene apre in forte rialzo (+3,36%).

Positivi i futures su Wall Street (+2,39%) e sul Nasdaq (+2,31%), in vista di dati incoraggianti, mentre in Europa vengono premiati i bancari con Intesa (+3,77%), Lloyds (+2,99%) e Barclays (+2,35%) e le materie prime con Anglo American (+4%).

Ore 8,30 Niente da fare: l'orso continua a furoreggiare sui mercati di Cina e Asia. Mentre Shanghai perde il 6,06%, la Borsa di Tokyo prosegue la striscia di chiusure negative e termina gli scambi con un pesante -3,96%, con l'indice Nikkei a 17.806,60, vicino ai minimi degli ultimi sei mesi. 

Dopo essere stata a lungo in terreno positivo, chiude male anche la Borsa di Hong Kong: -1,06%. 

Ore 7.30 Mercati asiatici sempre in rosso, ma con tendenza al rialzo: dopo aver aperto con un nuovo tonfo del 6,41%, la borsa di Shanghai - che ieri aveva perso l'8,49% affondando tutti i mercati mondiali e in particolare quelli europei (Milano -6%) - ha recuperato in parte terreno e al momento cede il 4,33% a quota 3.071,06 punti.

Anche il secondo mercato cinese, quello di Shenzen, dopo essere arrivato a cedere il 6,79% all'avvio delle contrattazioni, ha parzialmente invertito la rotta: al momento perde il 5,85%, mentre la Banca Centrale (People's Bank of China) ha iniettato nuovi fondi per 150 miliardi di yuan pari a 22,43 di dollari.

Andamento contrastato per le altre borse asiatiche. A Tokyo l'indice Nikkei, dopo aver segnato un -4,13%, ha prima ritracciato azzerando le perdite e riuscendo a tornare in terreno positivo, per poi guadagnare fino all'1,50% e quindi tornare a perdere lo 0,42%.

A Hong Kong, invece,  l'indice Hang Seng, che aveva aperto in calo dello 0,67%, è rimbalzato in terreno positivo segnando ora un +1,35%.

24 agosto: il "lunedì nero" dei mercati

Ore 18:30 - Chiusure pesantissime in questo lunedì per le borse europee, trascinate dalla crisi dei mercati asiatici e dalla reazione di Wall Street.

L'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, ha ceduto il 5,39%, che equivale a 411 miliardi di euro di capitalizzazione 'bruciati' in una seduta.

Milano
Ammonta a 37,6 miliardi di euro il prezzo pagato dalla Borsa di Milano, solo nella seduta di oggi.
Piazza Affari è, a fine giornata, seconda per perdite in Europa solo ad Atene: con un calo del 5,7% dell'indice All Share, che fotografa l'intero paniere dei titoli quotati sul mercato telematico azionario, la Borsa italiana ha mandato in fumo poco meno di 38 miliardi di capitalizzazione.
Per l'indice Ftse Mib, che racchiude le 40 'big' del listino, una flessione che sfiora il 6% (-5,96%) significa la peggior seduta degli ultimi quattro anni (dal -6,65% del 10 agosto 2011) e una delle peggiori sin dall'11 settembre 2011.

Guardando invece ai punti, Milano resta al di sopra dei minimi dell'anno: l'All Share, sceso a 22.046 punti, torna ai livelli di inizio febbraio mentre il Ftse Mib, di poco sopra i 20 mila punti (a 20.450), annulla di fatto i guadagni del 2015 riportandosi sui livelli di metà gennaio.

Europa
Londra il Ftse 100 si ferma a 5.911,22 punti a -4,47%;
Francoforte, il Dax 30 a 9.648,43 punti a -4,70%, l'Eurostoxx 50 si ferma a 3.076,97 punti
a -5,24%;
Parigi, il Cac 40 scende a 4.383,46 punti a -5,35%;
Amsterdam, l'Aex si ferma a 419,68 punti a -5,24%.

Ore 16:40 - Si allenta solo di un poco la tensione sul mercato azionario, dopo l'ondata di panico coincisa con l'avvio pesante di Wall Street.

Il Ftse Mib (Milano), arrivato a cedere oltre il 7%, perde il 4,12% a 20.852 punti e l'All Share il 4,01%.

In contrattazione tutti i titoli del listino principale, dopo una serie di sospensioni a raffica.

Tra le banche, Mps cede il 5,63%, Unicredit il 4,13% e Intesa Sanpaolo il 4,17%. Resta pesante Fca (-5,84%); nel lusso, Yoox segna -5,95% e Ferragamo -5,38%. Ribassi consistenti per Telecom (-4,09%) e Stm (-3,33%). Enel cede il 3,82% ed Eni il 5,53%; maglia nera per Tenaris, che scivola a -7,8%.

Ore 15:30 - Ormai c'è chi parla esplicitamente di "panico" sui mercati internazionali, contagiati dal crollo della borsa di Shanghai.

L'ondata di vendite ha affondato alcuni dei principali indici di riferimento, spingendoli a livelli che non si vedevano dai tempi del crac di Lehman Brothers, che nel settembre del 2008 fu la miccia che fece esplodere la crisi dei mutui.

L'indice Ftseurofirst 300, che raccoglie le trecento aziende europee più capitalizzate, ha segnato un crollo prossimo all'8%, la maggiore flessione dall'ottobre del 2008.

Si sta avvicinando a simili minimi anche un altro importante benchmark quale lo Stoxx Europe 600, che per il momento ha aggiornato i propri minimi da quattro anni scendendo del 7,5%.

L'indice Dow Jones, a New York, ha intanto registrato un calo superiore ai mille punti, come non accadeva dai tempi del fallimento di Lehman.

E le piazze azionarie europee sono in rotta dopo l'apertura di Wall Street. Alle 15:30 il Dow Jones perde il 5,98% e il Nasdaq il 7,69%. Londra arretra del 6,36%, Milano del 7,26%, Parigi dell'8,58% e Francoforte del 7,18%.

11:15 - Con il crollo del 4,6% dell'Msci Asia-Pacifico registrato oggi, il calo dell'indice che monitora l'andamento dei principali listini dell'area asiatica ha toccato il 20% dal massimo segnato lo scorso 28 aprile. 

Di seguito la chiusura dei principali listini dell'area:
- Tokyo -4,61%
- Hong Kong -5,17%
- Shanghai -8,49%
- Shenzhen -7,70%
- Taiwan -4,84%
- Seul -2,47%
- Sydney -4,09%.

Ore 11:00 - Apertura in forte calo sui listini europei dopo il nuovo crollo delle borse asiatiche. Le preoccupazioni sullo stato di salute dell'economia cinese hanno portato lo Shanghai composite a chiudere in flessione dell'8,5% spingendo al ribasso tutte le Piazze del continente asiatico a partire da Tokyo che ha ceduto il 4,6%.

_ Francoforte ha aperto in calo del 3,4%,
- Londra del 2,5%,
- Parigi del 3,07%.

- Milano sta facendo anche peggio con il Ftse Mib in calo del 4,1% e il Ftse All Share del 4,15%. Solo Pirelli e Wdf si salvano dalle vendite perche' coinvolte in Opa in cui e' gia' stato fissato il prezzo. Le vendite si abbattono invece si Moncler (-7,16%), Fca (-6,99%) e Ferragamo (-5,07%).
Va anche considerato che 14 dei 40 titoli principali sono attualmente fermi in asta di volatilità proprio per i forti ribassi in avvio di contrattazione. Sul mercato dei cambi, forte apprezzamento dell'euro che risale a 1,1469 dollari (1,1386 venerdi'). La moneta unica scambia anche a 138,75 yen (138,97) mentre il rapporto fra dollaro e yen si attesta a 122,06 (120,97). Per quanto riguarda il greggio, il Wti con scadenza a ottobre resta ben sotto i 40 dollari al barile arretrando di un altro 3,39% a 39,08 dollari.

L'avvio fortemente negativo delle Borse europee sta seguendo l'onda lunga di quanto successo in Asia.

Nonostante le indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui la Banca centrale cinese starebbe preparando nuovi interventi con l'obiettivo di portare liquidità sui mercati e facilitare i prestiti, gli operatori hanno avviato vendite massicce.

Alcuni analisti puntano il dito contro il mancato intervento delle autorità di Pechino nel fine settimana che avrebbe potuto rappresentare un segnale forte della volontà di impedire una forte volatilità.

Intanto i listini europei stanno recuperando qualche decimale e hanno ridotto le perdite nell'ordine del 3%. Anche a Milano il Ftse Mib arretra del 2,29% e il Ftse All Share del 2,41% dopo essere arrivato a perdere oltre il 4%. Sette titoli restano ancora sospesi in asta di volatilita', ma le contrattazioni stanno tornando alla normalità.

I titoli maggiormente colpiti dalle vendite sono quelli del lusso particolarmente esposti al mercato cinese come Tod's (-4,94%) e Ferragamo (-4,72%). Male anche il risparmio gestito con Mediolanum che arretra del 7,17% e Azimut del 3,33%.

Il settore bancario si muove in linea con il mercato con Intesa Sanpaolo che cede il 2,02% e Unicredit il 2,15%. Fra gli industriali, male Fca (-3,84%) dove pesano le preoccupazioni per la situazione del mercato brasiliano. Fra gli energetici Enel arretra del dell'1,86 dopo che in mattinata ha annunciato di aver avviato trattative in esclusiva con la societa' ceca Eph per la vendita della partecipazione della controllata Enel Produzione in Slovenske Elektrarne


Ore 8:00 - Nonostante il via libera da parte del governo ai fondo pensioni statali per investire nel mercato azionario, le Borse cinesi soffrono anche oggi: a Shanghai il Composite è sceso dell'8,45 per cento a 3,211.2 punti a metà seduta, perdendo quasi il 38 per cento rispetto al picco registrato il 12 giugno, toccando il punto più basso dal 9 marzo.

Spazzati via tutti i guadagni di quest'anno.

Il Shenzhen Component Index ha perso 7,72 per cento per chiudere a metà seduta a 10,983.42 punti.

Il ChiNext Index è sceso dell'8,05 per cento per chiudere a 2,153.52. Le azioni in tutti i settori sono caduto oltre l'8 per cento. Il settore bancario e minerario hanno perso poco, ma comunque oltre l'8,3 per cento.

La decisione del Governo che consente ai fondi pensioni di investire un massimo del 30 per cento del patrimonio netto in azioni e titoli azionari decisa ieri non ha quindi frenato la caduta, anche perché gli investitori si aspettavano che la banca centrale iniettasse più liquidità tagliando il coefficiente di riserva obbligatoria.

(Agi, Ansa, Radiocor, LaPresse/Xinhua)

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