Lavoro

Voucher, cosa cambia dopo l'abolizione

Liberalizzazione dei contratti a chiamata e carte prepagate per pagare le colf e le badanti. Cosa rimpiazzerà i buoni-lavoro

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Andrea Telara

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“Daremo nuove regole al lavoro occasionale”. E' la promessa fatta dal ministro del welfare, Giuliano Poletti, che oggi è tornato a parlare dei voucher, i buoni-lavoro che il governo ha deciso di abolire nel marzo scorso, per evitare un referendum abrogativo indetto dalla Cgil.


Resta ancora da capire, però, come potranno essere remunerate tutte le prestazioni saltuarie che, fino ai mesi scorsi, venivano pagate coi voucher. La risposta si avrà probabilmente a breve, quando verranno approvati alcuni emendamenti alla manovra economica-bis messa in cantiere dal governo per correggere i conti pubblici. All'interno di questa manovrina di primavera, ci saranno alcuni provvedimenti che, proprio per rimpiazzare i voucher, potenziano l'uso del lavoro a chiamata e introducono una nuova carta elettronica di pagamento che servirà solo per le colf e le badanti. Ecco, di seguito, una panoramica sui cambiamenti in arrivo.  



Il contratto a chiamata

Il contratto di lavoro intermittente (detto anche a chiamata o job on call, per usare l'espresione inglese) è una forma di assunzione con cui un dipendente viene convocato in servizio solo in caso di necessità e viene  pagato esclusivamente per le ore che svolge. Questo tipo di inquadramento può prevedere anche una paga-base (non inferiore al 20% dello stipendio-pieno) corrisposta indipendentemente dalle ore svolte, se il lavoratore a chiamata dà la sua disponibilità a entrare in servizio non appena viene convocato dall'azienda.

Meno vincoli

Attualmente i contratti di lavoro intermittente sono soggetti a rigidi vincoli poiché non possono essere usati per più di 400 giornate lavorative nell'arco di 3 anni e sono riservati a due categorie anagrafiche: i giovani con meno di 24 anni e i disoccupati con più di 55 anni. Proprio per colmare la lacuna provocata dall'abolizione dei voucher, il governo e la maggioranza del Parlamento sembrano intenzionati a rendere un po' più larghe le maglie di questi contratti. Nello specifico, l'utilizzo del job on call verrà esteso a tutti i lavoratori senza più vincoli anagrafici mentre dovrebbe rimanere il tetto delle 400 ore.

La carta prepagata

Un contratto di lavoro  simile a quella dei voucher dovrebbe rimanere in piedi soltanto per le colf e le badanti, quando vengono chiamate a svolgere prestazioni saltuarie e non  continuativa. Sarà creata una speciale carta elettronica prepagata nominativa e intestata al collaboratore domestico, su cui verranno accreditati i pagamenti delle sue prestazioni. La carta (a differenza dei voucher) sarà personale e ricaricabile dal datore di lavoro attraverso un sistema telematico predisposto dall'Inps.

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