Lavoro

Spesa per la tavola: si ferma il crollo dei consumi

La spesa alimentare delle famiglie nel 2014 è piatta rispetto a un calo del 3,1% del 2013. Cresce la qualità, ma Federalimentare avverte: basta tasse

I consumi alimentari degli italiani hanno smesso di scendere. Dopo aver ridotto del 14% la propria spesa in soli sei anni (meno 3,1% solo nel 2013), nel 2014 le famiglie hanno ripreso a comprare facendo segnare un andamento piatto (-0,1) degli acquisti alimentari. Merito degli 80 euro? Difficile da dire, visto che secondo gli ultimi dati chi ha ottenuto il bonus nel corso dell’anno scorso lo ha quasi interamente tesaurizzato.

In ogni caso il dato è incoraggiante, tanto che il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, vede rosa anche per il 2015, anno durante il quale la ripresa dovrebbe essere molto più vigorosa (più 0,3%) grazie anche alla spinta che potrebbe arrivare dall’Expo di Milano dedicato proprio all’alimentazione. Tuttavia, aggiunge Scordamaglia, “se non adeguatamente sostenuta, la ripresa potrebbe essere stroncata sul nascere. Le cause? Innanzitutto l’aumento delle tasse e delle accise sui prodotti alimentari che, nei prossimi anni, potrebbero crescere di 3,5 punti; in secondo luogo, il perdurare delle sanzioni che l’Europa ha deciso nei confronti della Russia. In terzo luogo la contraffazione. Secondo Federalimentare solo 1 prodotto su 8 tra quelli che si spacciano per Made in Italy, lo è veramente. Infine un pericolo viene dal piano del governo che va sotto al nome di reverse charge: si tratta di un meccanismo che obbliga le aziende ad un’inversione contabile dell’Iva e che rischia di drenare qualcosa come 8 miliardi di liquidità solo dalle imprese agroalimentari in particolare quelle medio piccole (52mila) che rappresentano il 90% della struttura industriale del comparto e che, in genere, sono quelle specializzate in prodotti di alta qualità, proprio quelli che hanno fatto segnare un andamento migliore.

In termini assoluti la spesa degli italiani nel 2014 è stata pari a 215 miliardi di euro con un buon dato anche per gli acquisti natalizi (4 miliardi di euro) mentre, nonostante l’andamento piatto, i posti di lavoro persi sono stati circa 6mila. Bene l’export (più 3,1%) che è il doppio della crescita complessiva dell’export italiano e che oggi vale circa 27 miliardi e che nel 2015, in assenza di fattori negativi esterni, è dato in crescita del 5,5%.

© Riproduzione Riservata

Commenti