Lavoro

Tagli del cuneo fiscale: le ipotesi in campo

Riduzione dei contributi per i neo-assunti o per tutti i lavoratori. Le soluzioni allo studio del governo per abbassare il costo del lavoro

cuneo-fiscale

Andrea Telara

-

La parola d'ordine è al momento una sola: tagliare i contributi. Non è ancora ben chiaro, tuttavia, quali categorie di lavoratori riguarderà questo taglio: tutti o solo i neoassunti? Se lo chiedono anche i tecnici del governo che stanno studiando le misure possibili per dare una sforbiciata al cuneo fiscale, cioè alla differenza tra il costo del lavoro lordo, pagato dalle imprese, e la busta paga netta percepita ogni mese dai loro dipendenti. L'elevatissima differenza tra salari lordi e netti, si sa, è un problema che da anni tarpa le ali l'economia italiana, dove i consumi vanno al rallentatore anche a causa delle retribuzioni basse, mentre il costo del lavoro non è affatto contenuto rispetto ad altri paesi europei. Basti pensare che, proprio per effetto del cuneo fiscale, un dipendente che percepisce un assegno netto di 1.300 euro al mese, costa più o meno al suo datore di lavoro quasi il doppio, al lordo di tutte le tasse e contributi.


Cos'è l'Ape, l'anticipo di pensione del governo Renzi


Per tagliare il cuneo, la voce da colpire è necessariamente una sola: i contributi previdenziali che, nel caso dei dipendenti, incidono per ben il 33% sul salario. Le soluzioni al vaglio del governo sono sostanzialmente tre. La prima consiste in una riduzione strutturale della contribuzione pagata dalle imprese sui salari dei neo-assunti. La sforbiciata all'aliquota contributiva potrebbe essere nell'ordine del 4-5%, applicata però soltanto ai contratti di lavoro stabili, a tempo indeterminato. Sulle assunzioni a termine, invece, dovrebbe rimanere la vecchia aliquota del 33%, che renderebbe così meno conveniente per le aziende offrire un inquadramento precario, anziché a tempo indeterminato. Il taglio di 4 o 5 punti percentuali (o addirittura di 6) della contribuzione, avrebbe un costo compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro.


Meno contributi per tutti

Un'altra soluzione allo studio consiste in un taglio dei contributi orizzontale e per nulla selettivo, cioè spalmato su tutta la platea dei lavoratori. In pratica, potrebbe esservi una limatura dell'1-2% dell'aliquota contributiva, portandola attorno al 31-32% da oltre il 33% attuale. Si tratta però di una misura che ha un costo notevole (circa 2,5-5 miliardi di euro annui) e avrebbe dei benefici ampi ma modesti, in quanto farebbe scendere di poco il costo del lavoro, anche se per tutti.


Cuneo fiscale: 4 miti da sfatare


Infine, c'è una terza ipotesi sul piatto e prevede che il governo adotti ancora una soluzione selettiva, rinnovando gli attuali incentivi alle assunzioni, seppur rimodellandoli un po'. Va ricordato che, per tutto il 2016, chi propone un'assunzione a tempo indeterminato a un disoccupato o stabilizza un dipendente precario, per due anni ha una riduzione del 40% dei contributi dovuti (cioè versa solo i 60% di quanto dovrebbe) con un tetto massimo agli sgravi che arriva sino a circa 3mila euro annui . Al momento, si parla di una possibile proroga di questi incentivi anche nel 2017, abbassando però lo sgravio dal 40 al 25%. Pure in tal caso, però, ci sono un po' di dubbi sulla reale efficacia del provvedimenti visto che, già quest'anno, gli incentivi sono divenuti meno generosi rispetto al 2015 e hanno provocato un sensibile calo delle propensione ad assumere a tempo indeterminato, da parte delle aziende.

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Pensioni di reversibilità, anche per Padoan non si toccano

Le rassicurazioni del ministro dell'economia in un question time alla Camera

Pensioni in Italia: quante sono. Il boom degli invalidi civili

All'inizio del 2016 si contavano 18,1 milioni di assegni. Molti di importo basso. Al sud la concentrazione di pensioni assistenziali

Pensioni minime, quanto costa aumentarle di 80 euro (o anche meno)

Il governo vuole alzare gli assegni Inps intorno ai 500 euro al mese. Ma sarà una misura che pesa sui conti pubblici

Pensioni e part-time agevolato: le cose da sapere

Il ministro del lavoro, Giuliano Poletti, ha emanato il decreto che consente ai lavoratori più anziani di fare l'orario ridotto, senza perdere contributi

Pensioni 2017, cosa potrebbe cambiare

Penalizzazioni per chi si ritira prima dei 66 anni, prestito previdenziale e meno tasse sui fondi integrativi. Le soluzioni studiate dal governo

Pensioni di reversibilità, perché sono salve (almeno per ora)

Con un emendamento al ddl povertà, l'esecutivo tranquillizza chi temeva un taglio agli assegni previdenziali delle vedove e dei vedovi

Cuneo fiscale: perché il costo del lavoro è così alto e come il governo pensa di tagliarlo

L'esecutivo studia nuove misure per alzare le buste paga. Ma non sarà facile riuscirci, visto il peso enorme di tasse e contributi sui salari

Esodati, cassa integrazione e cuneo fiscale: le emergenze sul lavoro del Letta bis

La priorità dell'occupazione e delle pensioni al centro della prossima Legge di Stabilità

Cuneo fiscale: il governo e i 300 euro in più in busta paga

Prima di incontrare i sindacati, l'esecutivo promette di tagliare le tasse sul lavoro. Ma non sarà facile adottare misure incisive, perché i soldi scarseggiano

Cuneo fiscale: cosa si può fare con 5 miliardi

Circa 300 euro all'anno in busta paga e risultati ancora incerti per le imprese. Ecco come il governo vuole ridurre (di poco) il costo del lavoro

Taglio al cuneo fiscale: ma è Renzi o Landini?

Cento euro in più per i redditi da lavoro sotto i 25 mila euro, più detrazioni, sforbiciata all'Irap grazie al contributo per le pensioni piiù elevate, piano scuola: il libro dei sogni e la svolta lavorista del premier su twitter

Cuneo fiscale: 4 miti da sfatare

La differenza tra il costo del lavoro e la retribuzione netta dei dipendenti è più alta in Italia per gli impiegati e i dirigenti ma non per gli operai

Commenti