Lavoro

Statali, gli arretrati in arrivo

Entro marzo 270mila dipendenti pubblici riceveranno una somma tra 370 e 712 euro. Ma altri 3 milioni dovranno ancora aspettare

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Andrea Telara

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C’è chi l’a definita una mossa un po’ elettorale poiché i soldi arriveranno probabilmente a febbraio, prima che si aprano le urne per il rinnovo del Parlamento. Comunque la si pensi, però, una cosa resta certa: fra poche settimane decine migliaia di dipendenti pubblici incasseranno un bel gruzzoletto di qualche centinaia di euro. Sono gli arretrati di stipendio relativi allo scorso anno, dopo il rinnovo del contratto concordato nei mesi scorsi dal governo con i sindacati.

Fino 700 euro circa

La somma liquidata va dai 370 euro della fascia di impiegati più bassa fino ai 712 euro della fascia più alta, quella immediatamente inferiore ai dirigenti. La media sarà invece pari a 492 euro. Va ricordato, però, che a beneficiare dell’una tantum in busta paga sarà soltanto una piccola minoranza di personale dello Stato. Si tratta dei 270mila dipendenti delle funzioni centrali della pubblica amministrazione, cioè dei ministeri, dell’Agenzia delle Entrate e degli enti pubblici non economici come l’Inps o l’Aci.

Altri tre milioni circa di statali devono armarsi di pazienza perché, mentre per i ministeriali gli aumenti hanno già avuto il via libera dalla Corte dei Conti, per tutte le altre categorie gli incrementi in busta paga devono invece ancora essere scritti nero su bianco. Non va dimenticato infatti che il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione prevede una procedura su più livelli.

Le categorie in attesa

Nel 2017, governo e sindacati hanno raggiunto un accordo di massima stabilendo un aumento medio di 85 euro per tutti. Poi, il compito di fissare più nel dettaglio come far crescere le buste paga spetta a un’agenzia statale che si chiama Aran e che cura la contrattazione delle singole categorie, dalla sanità alla scuola, passando per gli enti locali e i ministeri. I primi a ricevere i soldi saranno probabilmente i dipendenti del comparto difesa, su cui le organizzazioni sindacali sollecitano ad accelerare le procedure.

Poi arriveranno probabilmente la sanità, gli enti locali e infine il settore istruzione. Per quest’ultimo i tempi saranno un po’ più lunghi poiché gli insegnanti e il resto del personale scolastico sono un esercito di circa 1 milione di persone, cioè la componente più grande del pubblico impiego. Per loro, occorrerà definire nel dettaglio le coperture finanziarie degli aumenti, con il disco verde della Corte dei Conti. Intanto, mentre tute le procedure vanno avanti, a veder crescere per primi le buste paga saranno i dipendenti ministeriali: dopo gli arretrati una tantum di febbraio, per loro arriverà un aumento strutturale di 85 euro lordi al mese, a partire da marzo.

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