Sicurezza sul lavoro a misura di giovani

L'incidenza degli infortuni non mortali fra gli addetti fra i 15 e 24 anni è del 40% più alta che per i lavoratori di età superiore ai 25 anni. Le indicazioni dell'International labour organization in occasione della giornata mondiale sulla salute e la sicurezza sul lavoro

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Il 28 aprile, come ogni anno, si celebra la Giornata mondiale sulla salute e la sicurezza sul lavoro. Quest’anno l’Ilo (Organizzazione internazionale del lavoro-International labour organization) l’ha unita a quella contro il lavoro minorile per il miglioramento della salute e sicurezza dei giovani lavoratori.

"I bambini -sostiene l'Ilo- hanno il diritto di essere protetti dalle diverse forme di lavoro minorile e tutti i lavoratori hanno diritto a luoghi di lavoro salubri e sicuri. Si stima che nel mondo ci siano 152 milioni i bambini e adolescenti, di età compresa tra i 5 e i 17 anni, vittime di lavoro minorile. Di questi 73 milioni svolgono lavori pericolosi. Sono molti i fattori che contribuiscono a rendere il lavoro minorile pericoloso, ad alimentare il tasso di infortuni sul lavoro e a cagionare problemi di salute dei bambini e giovani lavoratori". "I giovani lavoratori -sottolinea- nel mondo di età compresa tra i 15 e i 24 anni sono 541 milioni. Essi rappresentano il 15% del totale dei lavoratori. I pericoli sui luoghi di lavoro possono rappresentare una minaccia per la loro vita. L’incidenza degli infortuni non mortali di cui essi sono vittime è superiore del 40% rispetto a quella dei lavoratori adulti (lavoratori di età uguale o superiore ai 25 anni). I pericoli sul luogo di lavoro possono rappresentare una minaccia per la loro vita".

La campagna globale dell’Ilo mira ad accelerare l’azione per la realizzazione dell’Obiettivo 8.8 dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile: 'proteggere i diritti dei lavoratori e promuovere ambienti di lavoro salubri e sicuri per tutti i lavoratori'; e l’Obiettivo 8.7: 'adottare misure immediate ed efficaci per assicurare il divieto e l’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile e, entro il 2025, porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme'.

Il raggiungimento di questi obiettivi richiede un forte impegno attraverso l’implementazione di approcci integrati che promuovano una cultura di prevenzione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in particolare per i giovani lavoratori e le giovani lavoratrici, e che sconfiggano il lavoro minorile.

I giovani lavoratori e i bambini sono maggiormente esposti ai pericoli presenti sui luoghi di lavoro e, rispetto agli adulti, sono meno in grado di valutare i rischi. Per questo, i bambini non dovrebbero lavorare se non hanno raggiunto l’età minima stabilita per legge. La fase di sviluppo psicofisico dei giovani di età compresa tra l’età minima e i 18 anni, come pure dei giovani lavoratori di età inferiore ai 25 anni, richiede particolare attenzione al tipo d’impiego o di lavoro che, per la sua natura o per le condizioni nelle quali viene esercitato, può compromettere la salute, la sicurezza o la moralità di questi giovani lavoratori. Questa fase di sviluppo psicofisico e la limitata esperienza e competenze lavorative aumentano l’esposizione dei giovani lavoratori ai rischi professionali.

Queste condizioni sono spesso accompagnate da maggiore incertezza dei giovani nell’esprimere i loro dubbi o difficoltà riguardo ai pericoli sul lavoro. La salute e la sicurezza sul lavoro devono essere promosse per i lavoratori di tutte le età e, più urgentemente, per coloro che sono maggiormente esposti ai rischi professionali in ragione della loro giovane età.

L’eliminazione del lavoro minorile e il miglioramento della salute e della sicurezza dei giovani lavoratori permetteranno alle nuove generazioni di poter avere una vita professionale produttiva, una retribuzione equa e di contribuire alla giustizia sociale e alla crescita economica. Ciò consentirà di migliorare anche la salute e la sicurezza di tutti i lavoratori e di garantire il sostentamento dei genitori e dei familiari, contribuendo così a prevenire il lavoro minorile.

I bambini che lavorano e che non hanno raggiunto l’età minima di ammissione al lavoro devono essere affrancati da qualsiasi forma di lavoro e reinseriti in percorsi d’istruzione e formazione di qualità. L’eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile è una priorità assoluta.

Le liste predisposte a livello nazionale di lavori vietati ai bambini e agli adolescenti dovrebbero includere tutti i lavori pericolosi a causa della loro natura e circostanze nelle quali questi vengono eseguiti.

Tutti i bambini e gli adolescenti di età inferiore ai 18 anni che sono impegnati in lavori pericolosi devono essere allontanati da questi lavori: se il lavoro è intrinsecamente pericoloso o se c’è un rischio generale o ambientale, i bambini e adolescenti dovrebbero essere definitivamente allontanati dal lavoro; se hanno invece raggiunto l’età minima, essi possono essere integrati in lavori dignitosi. In entrambi i casi, i bambini hanno il diritto di completare il loro percorso d’istruzione e formazione.

Attraverso accordi tripartiti, le autorità nazionali possono autorizzare l’accesso a lavori elencati come pericolosi ai giovani che hanno raggiunto i 16 anni, a condizione che la loro salute, la loro sicurezza e il loro sviluppo psicofisico e morale siano pienamente tutelati. Necessario inoltre garantire loro un’istruzione e una formazione professionale adeguata per l’attività lavorativa che andranno a svolgere. Ciò consentirebbe, ad esempio, ai giovani lavoratori di acquisire le competenze necessarie per i lavori che richiedono l’uso di strumenti potenzialmente pericolosi.

Disposizioni analoghe a quelle dovrebbero applicarsi ai giovani lavoratori di età compresa tra i 18 e i 24 anni che, come tutti i lavoratori, hanno il diritto di rifiutare lavori che presentano un pericolo immediato per la loro salute e sicurezza. Il coinvolgimento in occupazioni pericolose consentite dovrebbe essere oggetto di una rigorosa gestione del rischio, supervisione e formazione.

I giovani lavoratori dovrebbero, in ogni caso, essere protetti da una strategia integrata che promuova la cultura di prevenzione. Tale strategia dovrebbe identificare i pericoli per la salute e la sicurezza sul lavoro e indicare le azioni per la loro eliminazione oppure controllare, attraverso interventi appropriati all'età, i rischi relativi a tali pericoli, come ad esempio: formazione di base su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per tutti i giovani lavoratori prima che intraprendano l’attività lavorativa; formazione appropriate alle mansioni lavorative da svolgere e adeguata supervisione sul luogo di lavoro; tutela del diritto dei giovani lavoratori di rifiutare un lavoro che presenti un pericolo imminente per la loro salute o sicurezza.

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