7 consigli per attirare l'attenzione con un curriculum vitae

Uso dei social network, foto adeguata, stile di scrittura e report adeguati sui colloqui precedenti

– Credits: Justin Sullivan/Getty Images

Claudia Astarita

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Le probabilità che un curriculum vitae venisse cestinato anche senza nemmeno essere letto sono sempre state tante. Oggi, con la complicità di internet e della crisi, che rendono più facile e allo stesso tempo necessario inviare decine e decine di candidature per trovare un impiego stabile, ben pagato, e se possibile anche interessante, è chi cerca lavoro a dover rendere il proprio CV più interessante. Ecco sette suggerimenti per farlo.

1) Evitare di usare come riferimento un indirizzo di posta elettronica "vecchio", vale a dire appoggiato a siti fuori moda o sconosciuti. Oggi funziona bene Gmail, ma anche l'account di Google non resterà in vetta per sempre. Chi seleziona i CV vuole avere a che fare con persone al passo con i tempi, anche per quel che riguarda la posta elettronica.

2) Dal CV deve essere chiaro che il candidato non solo conosce i principali social network del momento, ma sa usarli. Quindi meglio mettere in evidenza la propria presenza su LinkedIn e Twitter (meno utili Facebook e lnstangram, che in fin dei conti sono social "privati"), anche per dare la possibilità all'esaminatore che decide di fare una ricerca sul candidato con Google di trovare qualcosa.

3) Così come LinkedIn va tenuto aggiornato, l'ultimo tweet non può risalire a una manciata di anni fa. Che ci piaccia o no, la tecnologia è parte integrante della quotidianità lavorativa di oggi, e nessuno può permettersi di far credere al proprio esaminatore di non essere interessato o, ancora peggio, di non saperne sfruttare le potenzialità.

4) Attenti alle foto: se è vero che quella di controllare i profili dei candidati sta diventando una moda (o una mania?), allora meglio postare, quanto meno sui network "professionali" immagini accettabili. Anche se insomma, dovremmo tutti avere il diritto di mantenere un po' di libertà almeno su Facebook, no?

5) Numeri e statistiche: seppure lentamente, sta prendendo piede anche in Italia l'abitudine di "misurare" le performance dei lavoratori, e questi numeri vano inseriti nel curriculum, perché gli esaminatori li prendono in considerazione sempre più spesso. La loro omissione potrebbe infatti essere interpretata come sinonimo di risultati pessimi, quindi meglio non rischiare, o specificare, se necessario, che negli impieghi precedenti non si è stati sottoposti a una valutazione numerica.

6) Attenzione allo stile: meglio optare per frasi brevi, chiare e dirette. Sono i risultati che contano, non tutte le parole utilizzate per ottenerli.

7) Per quanto noioso possa essere, CV e lettere di presentazione vanno riscritti (o per lo meno modificati), ogni volta anche ci si candida per una diversa posizione. Soprattutto se ci si rivolge alla stessa azienda.

Buona ricerca!

 
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