Scuola italiana: insegnanti troppo anziani e poco istruiti

Secondo l'Ocse più pagati sono gli svizzeri, i più motivati i finlandesi. Se la passano bene anche tedeschi, belgi e olandesi

Scuola elementare inglese

Scuola elementare inglese – Credits: PHILIPPE HUGUEN/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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Tempo di grandi cambiamenti per gli insegnanti italiani, le cui condizioni di lavoro sono oggetto di una delle riforme messe in cantiere dal governo Renzi. La professione dell'insegnante è sicuramente una delle più delicate ed importanti per lo siluppo di una società e, purtroppo, in Italia forse non viene né retribuita né tenuta nella considerazione che meriterebbe. Il ruolo degli insegnanti, comunque, ha un peso diverso in giro per il mondo ed è stato oggetto di una recente ricerca a cura dell'Ocse, che ha preso in esame quanto avviene nelle trenta economie che ne fanno parte.

Stipendio e motivazione

Dalla ricerca emergono molti elementi interessanti. Innanzitutto, il fatto che gli insegnanti più pagati sono molto vicini a noi: si tratta degli svizzeri, la cui retribuzione media degli ultimi quindici anni è stata pari a sessantottomila dollari, più del doppio di quanto sia stato percepito in Italia, dove il salario medio è stato meno della metà (trentunmila dollari). In Europa, quasi tutti stanno meglio dei nostri insegnanti: oltre agli svizzeri, anche tedeschi, belgi e olandesi hanno superato quota cinquantamila dollari all'anno, mentre solamente islandesi, greci e cechi perendono meno dei nostri. I peggio pagati in assoluto sono invece gli indonesiani, che hanno ricevuto poco più di duemila dollari all'anno – si tratta però di un Paese in crescita, ma ancora fortemente arretrato rispetto agli standard europei e occidentali.

Uno stipendio adeguato, anche se non elevatissimo, è premiante anche in termini di risultati educativi Ricerca Ocse

I più motivati sembrerebbero essere i finlandesi. Ottengono ottimi risultati didattici e si accontentano di un salario nella media europea (quarantunmila dollari l'anno). Rendono molto, in proporzione a quanto vengono retribuiti, anche coreani e ungheresi.  I meno motivati, invece, sarebbero i brasiliani e gli indonesiani, entrambi peraltro pagati molto poco: la prova che uno stipendio adeguato, anche se non elevatissimo, è premiante anche in termini di risultati educativi.

Gli svantaggi del sistema italiano

Lo studio offre anche uno spaccato della professione nel nostro Paese. Innanzitutto, gli insegnanti italiani sono prevalentemente di sesso femminile (il 78,5% del totale, contro una media del 68%), sono quelli con il livello di istruzione più basso (solo l'80% ha una laurea) e i più anziani in assoluto (la media è di quasi 49 anni, probabilmente a causa dei ripetuti blocchi nelle assunzioni che hanno impedito l'ingresso di nuove leve nelle scuole). I più giovani sono gli insegnanti di Singapore (che hanno in media 36 anni) e, in Europa, i britannici (39 anni). Gli insegnanti italiani sono pure quelli che lavorano di meno: 29 ore alla settimana, pochissime se raffrontate alla media di 38. Le classi italiane, invece, sono nella media: poco meno di ventidue studenti in aula, a fronte di un dato complessivo di ventiquattro – non sorprende che le classi più affollate siano quelle di Singapore (35), Messico (33) e Corea (32). 

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