Riforma della scuola: cosa cambia (forse) per insegnati, precari e studenti

Assunzione dei docenti in graduatoria, più autonomia agli istituti e stage in azienda per gli alunni. Ecco le misure del governo sull'istruzione e le loro ricadute economiche. Il videomessaggio di Renzi  - Sondaggio

– Credits: Ansa

Andrea Telara

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Per adesso, si tratta soltanto di linee-guida, cioè di una lista di nuovi provvedimenti ancora tutti sulla carta, che verranno sottoposti all'attenzione dell'opinione pubblica per due mesi, con l'obiettivo di raccogliere suggerimenti. Finalmente, però, la riforma della scuola annunciata da tempo dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini , ha preso corpo. Dentro l'agenda dell'esecutivo, ci sono molte misure che hanno delle ricadute in campo economico, come la stabilizzazione degli insegnanti precari, gli incentivi agli stage degli studenti nelle aziende e una maggiore autonomia dei presidi nella gestione delle risorse degli istituti. Ecco, di seguito, una panoramica sui provvedimenti messi in cantiere.

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PRECARI E ASSUNZIONI

Il piano ambizioso del governo è di assumere 148mila precari circa già a partire dal 2015. Si tratta di insegnanti che aspettano da anni avere un impiego stabile e che sono inclusi nelle Gae (graduatorie a esaurimento, che non vengono più aggiornate dal 2008). L'obiettivo è di eliminare totalmente le Gae nel 2016 e, a partire da quell'anno, fare le assunzioni nella scuola soltanto con i concorsi. Intanto, già dal 2015, verrà fatto un nuovo concorso scolastico per assumere altre 40mila persone. Non è detto comunque I precari stabilizzati abbiano da subito una cattedra definitiva. Anzi, l'intenzione del governo è utilizzarli in maniera continuativa per lo svolgimento di supplenze e altre funzioni negli istituti. Queste misure avranno un costo complessivo di 3 miliardi di euro e di 1 miliardo già dal prossimo anno. Una parte delle risorse potrebbe però essere ricavata risparmiando sulle supplenze che oggi vengono effettuate attingendo dalle graduatorie di istituto (Gai), che non scompariranno del tutto ma verranno comunque ridimensionate con l'assorbimento dei 150mila precari. Altri soldi verranno risparmiati con una ridefinizione degli scatti di anzianità per gli insegnanti neoassunti.

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STAGE IN AZIENDA

Per gli iscritti agli istituti tecnici e professionali, verranno rese obbligatorie le esperienze di stage nell'ultimo triennio, con l'alternanza scuola-lavoro. Si tratta di un modello che ricalca quello adottato da molto tempo in Germania, dove il 22% degli studenti ha delle esperienze professionali prima del diploma. Tra i traguardi fissati dal governo, c'è l'innalzamento a 200 ore (dalle 100 di oggi) del tempo destinato all'alternanza scuola-lavoro durante il percorso di studi.

PRESIDI-MANAGER

Tra gli obiettivi della riforma c'è quello di dare maggiore autonomia ai dirigenti scolastici (cioè ai presidi) nella gestione delle risorse, mentre i consigli di istituto e di classe e il collegio dei docenti avranno soltanto poteri di indirizzo. Sarà consentito inoltre alle scuole di vendere beni e servizi prodotti al proprio interno. Gli istituti alberghieri, per esempio, potranno aprire un ristorante. In Italia ci sono già esperienze di questo tipo, ma sono per ora abbastanza circoscritte.

SPAZIO AI PRIVATI

Saranno agevolate, con incentivi ancora da definire nel dettaglio, le sponsorizzazioni delle scuole da parte dei privati e da parte delle aziende che investono nelle strutture didattiche, per esempio nei laboratori professionali interni agli istituti.

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