Pubblica amministrazione: riforme, tagli e 15mila posti di lavoro

Punto per punto, le misure annunciate dal premier Renzi per cambiare la macchina dello stato

Il presidente del Consiglio Renzi, con il ministro per la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia – Credits: Angelo Carconi/Ansa

andrea.monti

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Un disegno di legge delega in 44 punti. Ha preso finalmente corpo la riforma della pubblica amministrazione del governo Renzi, realizzata con la regia del ministro della semplificazione e della Pa, Marianna Madia . Ecco i principali punti.

PA:LA RIFORMA DI RENZI

15MILA POSTI IN PIU'

E' prevista la creazione di 15mila nuovi posti di lavoro con la modifica dell'istituto del trattenimento in servizio, che oggi permette ai dipendenti pubblici di rimanere negli organici dei loro enti anche dopo aver maturato i diritti alla pensione.

MOBILITA'

Gli impiegati statali potranno essere spostati da un ente all'altro , senza il loro consenso, nel raggio di 50 chilometri (e non 100 chilometri come sembrava inizialmente). Per le richieste di trasferimenti volontari da un ente all'altro, non sarà necessario il nulla osta dell'amministrazione di provenienza.

DIRIGENTI

Verrà stabilito un tetto massimo per i bonus dei dirigenti pubblici, che non potranno superare il 15% dello stipendio. Ci sarà anche la possibilità di conferire incarichi a tempo determinato ai manager della Pa e di non confermarli nell'incarico se non raggiungono gli obiettivi.

TAGLI AI PERMESSI SINDACALI

E' prevista una riduzione delle aspettative e dei permessi sindacali fino al 50% per ogni sigla dei lavoratori.

TURNOVER

Saranno allentate le norme sul turnover che impongono di assumere nuovo personale per una quota non superiore al 20% dei dipendenti che vanno in pensione. Il tetto massimo al turnover salirà al 40% nel 2015, al 60% nel 2016 e all'80% nel 2017.

LE NOMINE

Assieme alla legge delega sulla pubblica amministrazione, il governo ha nominato nuovi dirigenti alla guida di importantissimi enti pubblici: Anna Genovese alla Consob, Giorgio Alleva all'Istat, Cristiano Radaelli all'Enit, Rossella Orlandi all' Agenzia delle Entrate e Stefano Scalera all'Agenzia del Demanio. 

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