Pubblica amministrazione, come nascono (forse) 15mila nuovi posti

Abolita la possibilità per i dipendenti pubblici di restare al lavoro dopo aver raggiunto l'età pensionabile. Ma c'è chi contesta le norme del governo

Il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia – Credits: Angelo Carconi/Ansa

Andrea Telara

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Quindici mila posti di lavoro in più nella pubblica amministrazione. E' la promessa fatta venerdì scorso dal governo Renzi, che ha messo in cantiere due provvedimenti (un decreto legge e una legge delega) per cambiare la macchina dello stato. Tra le misure adottate con la regia del ministro della Pa, Marianna Madia, c'è appunto un pacchetto di norme (già contestate) per svecchiare gli organici e favorire l'ingresso negli uffici dei giovani che attendono di essere assunti stabilmente.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: LA RIFORMA

Come verrà raggiunto l'obiettivo? Per il governo, il risultato si otterrà in buona parte con l'abolizione (dal 31 ottobre prossimo) del trattenimento in servizio, istituto che consente agli impiegati statali più anziani, che raggiungono l'età pensionabile, di restare al lavoro per altri due anni. A ben guardare, però, le regole sul trattenimento in servizio sono già state da tempo modificate e attenuate dall'ex-ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta.

IN SERVIZIO, SU RICHIESTA

In pratica, una norma varata nel 2008 (l'articolo 72, comma 7 del dl n.112) ha modificato i contenuti di una legge che risale a 22 anni fa (la n.503 del 1992) e che prevede appunto il diritto per il dipendente pubblico di rimanere in attività (purché lo voglia) nei due anni successivi al raggiungimento dell'età pensionabile. Nel 2008, però, queste regole sono state ammorbidite e il trattenimento in servizio ha smesso di essere un diritto inscalfibile dell'impiegato statale.

Per rimanere in attività, il dipendente deve infatti presentare un'istanza alla propria amministrazione che potrà accoglierla o meno, “in base a esigenze organizzative e funzionali, in relazione alla particolare esperienza professionale acquisita dal richiedente e in determinati o specifici ambiti e in funzione dell'efficiente andamento dei servizi”. Detto in parole più semplici, la decisione finale ora spetta all'ente statale competente, che valuta se la permanenza del lavoratore nell'organico è ancora utile o necessaria.

15MILA POSTI IN FORSE

Dopo questi ultimi cambiamenti legislativi, secondo l'ex-ministro Brunetta, già oggi il numero effettivo di trattenimenti in servizio si è ridotto a qualche centinaio all'anno e, dunque, non si capisce in quale arco di tempo il governo Renzi potrà creare migliaia di posti di lavoro nella pubblica amministrazione. Inoltre, non va dimenticato che la riforma Madia prevede un regime transitorio per i magistrati e gli uffici giudiziari, dove l'abolizione improvvisa dei trattenimenti in servizio provocherebbe una grossa carenza di organici.

Mentre anche i sindacati bocciano la riforma dell'esecutivo, dicendo che non rappresenta una grande novità, va però ricordata una cosa: secondo il ministro Madia, i nuovi posti di lavoro nella pubblica amministrazione verranno creati anche grazie a un allentamento delle norme sul turnover che impongono agli enti statali di assumere nuovo personale per una quota non superiore al 20% dei dipendenti che vanno in pensione. Il tetto massimo al turnover salirà al 40% nel 2015, al 60% nel 2016 e all'80% nel 2017. Saranno forse questi ultimi provvedimenti, se verranno realmente applicati, a consentire di effettuare più 15mila nuove assunzioni entro il 2018. La verifica, però, ci sarà soltanto tra 4 anni.

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