Lavoro

Precari della pubblica amministrazione, risarcimenti in vista

Dopo una sentenza della Cassazione, quasi 80 mila statali con un contratto a termine possono chiedere un indennizzo tra 2,5 e 12 mesi di stipendio

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Andrea Telara

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Per la Cgil sono in totale quasi 80mila. Si tratta dei dipendenti pubblici assunti da tempo con un contratto precario, che ora possono chiedere allo Stato un risarcimento compreso da 2,5 e 12 mesi di stipendio. A stabilirlo è una sentenza della Corte di Cassazione depositata il 15 marzo scorso, che ha dichiarato illegittima una prassi ampiamente diffusa nella pubblica amministrazione italiana. Negli enti statali, infatti, ci sono decine di migliaia di persone, troppe, che lavorano con un contratto a tempo determinato che si protrae da più di 3 anni. Peccato, però, che si tratti di di una pratica illegittima, almeno secondo la suprema Corte, sostanzialmente per due ragioni: innanzitutto, nel settore privato ci sono delle leggi che impediscono di protrarre per oltre 36 mesi le assunzioni a tempo determinato di un dipendente. Non si vede perché, dunque, nel settore pubblico le cose dovrebbero andare in maniera diversa. Contemporaneamente, c'è un articolo della Costituzione, il n. 97, che stabilisce un principio: gli impiegati pubblici devono essere assunti esclusivamente tramite un concorso, salvo nei casi stabiliti dalla legge.


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Dunque, chi è alle dipendenze degli enti statali o locali non può subire una “precarizzazione” del posto a data da destinarsi: se non è stato bandito un concorso ad hoc per stabilire chi deve ricoprire quell'incarico, l'impiegato che ha lavorato per più di 36 mesi può chiedere un risarcimento perché ha subito un abuso. I precari della Pa non possono però sperare di essere assunti automaticamente, proprio perché l'articolo 97 della Costituzione non lo consente e sancisce la necessità di un concorso. Fatte queste premesse, gli impiegati che lavorano da più di tre anni per la pubblica amministrazione possono comunque sperare di avere un bell'indennizzo, senza neppure sottostare all'onere della prova. Basta soltanto dimostrare che il proprio contratto si protrae da oltre 36 mesi. Questo almeno è quanto sostiene la Cgil che, citando i dati dell' agenzia Aran, calcola in ben ben 79.691 il numero di persone interessate dalla sentenza della Cassazione .


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Non va dimenticato, poi, che a questo nutrito esercito di statali si aggiungono altre decine di migliaia di precari della scuola (insegnanti e ausiliari) che già dal 2014 hanno ottenuto una sentenza favorevole dalla Corte di Giustizia Europea. I giudici comunitari hanno stabilito infatti l'illegittimità anche di certe assunzioni di personale scolastico, che vanno avanti da molto più di tre anni anni senza che sia bandito uno straccio di concorso. Anche per questa categoria di precari, secondo la Cgil, ci sono buone probabilità di vedere parecchi risarcimenti in arrivo. Si tratta di una bella gatta da pelare per il governo che, almeno in teoria, dovrà mettere mano al portafoglio.


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