Lavoro

Posti di lavoro: le professioni più ricercate dalle imprese

I dati Istat sulle posizioni vacanti, dicono che le aziende cercano personale soprattutto nei campi dell'istruzione, della sanità e dell'assistenza sociale

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Giuseppe Cordasco

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È un segnale incoraggiante quello che arriva dagli ultimi dati Istat riguardante la quota dei posti di lavoro vacanti, ossia quelle posizioni lavorative aperte per cui le aziende invitano a candidarsi.

Il valore misurato per il trimestre luglio-settembre 2017 è infatti il migliore registrato dal 2010, con una percentuale che passa dallo 0,9% del secondo trimestre (che già a sua volta era stato un record) all'1% del terzo.

Questo significa, in termini molto semplici, che le aziende hanno ripreso con un certo vigore a cercare personale. Un fenomeno che appare con maggiore evidenza soprattutto nel comparto dei servizi. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le professioni per le quali al momento le imprese offrono maggiori opportunità d’impiego.

Più servizi che industria

Il balzo del tasso di posti vacanti dallo 0,9% all’1%, e quindi l'aumento di 0,1 punti percentuali, spiegano dall’Istat, si riferisce in modo particolare al settore dei servizi, nel quale la quota di posti vacanti raggiunge l'1,1%, mentre il dato dell'industria rimane stabile allo 0,8%.

Entrando poi nello specifico delle professioni più richieste, si scopre che le aziende cercano personale soprattutto nei campi dell'istruzione, della sanità, dell'assistenza sociale e anche nel campo delle attività artistiche. Nell'insieme di queste occupazioni infatti la quota di posti vacanti cresce maggiormente, raggiungendo addirittura un tasso pari all'1,4%, ossia in aumento di ben 0,4 punti percentuali rispetto al secondo trimestre.

Un segnale importante

Il tasso di posti vacanti è il rapporto percentuale fra il numero di posti vacanti e la somma di posti vacanti e posizioni lavorative occupate. Si tratta di un importante indice di riferimento, una sorta di spia sull’andamento dell’economia di un Paese.

E in effetti, se le imprese sono interessate a nuovo personale può significare che l'economia di Paese in questione sta riprendendo a tirare. C’è però da tenere in conto che in alcuni casi, un valore alto del tasso di posti vacanti può anche indicare uno squilibrio tra domanda e offerta di lavoro: le imprese cercano personale che non trovano sul mercato perché magari le competenze richieste sono differenti da quelle disponibili.

L’allarme di Confindustria

E proprio in riferimento a questi squilibri che potrebbero essersi creati nel rapporto tra domanda e offerta di lavoro, Confindustria ha voluto nell’occasione della presentazione dei dati Istat sui posti vacanti, lanciare  un allarme. Pare infatti che oltre un quinto delle imprese non riuscirebbe a trovare i profili professionali di cui ha bisogno.

Ad esempio, secondo l'associazione degli industriali, nei prossimi 5 anni le aziende potrebbero avere non pochi problemi a trovare 200mila superperiti da assumere in tutti i settori in conseguenza del processo innescato da Industria 4.0. Un segnale ulteriore di come la formazione debba andare sempre di pari passo con lo sviluppo delle tecnologie.

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