Piano per il lavoro: ecco le sei riforme di Letta e Giovannini

Apprendistato, contratti a termine e sgravi per le assunzioni. Punto per punto, tutte le misure per battere la disoccupazione messe in agenda dal governo

Il premier Enrico Letta con i ministri del Lavoro Enrico Giovannini e dell'Economia Fabrizio Saccomanni (credits:Ettore Ferrari/Ansa)

Andrea Telara

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Le misure sono quasi tutte pronte e inizieranno a entrare in cantiere domani, con la convocazione del Consiglio dei Ministri. Sono i provvedimenti contenuti nel Piano per il Lavoro, con cui il premier Enrico Letta e il ministro del welfare,  Enrico Giovannini , cercheranno di far ripartire l'occupazione nel nostro paese, soprattutto tra i giovani under 30. Ecco, in sintesi, le novità in arrivo.

LA "CONTRORIFORMA" DEI CONTRATTI

Uno dei punti-cardine del Pacchetto-Lavoro sarà la revisione delle regole sui contratti a tempo determinato, sottoposti a troppi vincoli dalla legge Fornero, che si è rivelata un ostacolo per le nuove assunzioni. In particolare, l'ultima riforma del welfare ha allungato l'intervallo di tempo che deve trascorrere tra la scadenza di un contratto temporaneo e il suo successivo rinnovo. Se l'assunzione iniziale aveva una durata inferiore a 6 mesi, oggi bisogna attendere almeno 60 giorni per poterla rinnovare; se invece il contratto ha una scadenza più lunga di un semestre, l'intervallo previsto è di 90 giorni. Soltanto gli accordi collettivi nazionali di lavoro possono introdurre delle pause più brevi, senza però scendere al di sotto dei 20-30 giorni. Presto, però, l'esecutivo potrebbe reintrodurre le vecchie regole in vigore prima del luglio 2012, che prevedevano la possibilità di un rinnovo dei contratti temporanei dopo solo 10-20 giorni.

FLESSIBILITA' LUNGA

Per rimuovere i vincoli alla cosiddetta flessibilità in entrata, il governo progetta anche di allungare di un anno (da 36 a 48 mesi) il limite massimo della durata di un'assunzione a termine. Si tratta però di una misura provvisoria, da attuare soltanto fino al 2015, per sfruttare la possibilità di un incremento dell'offerta di lavoro, generata dall'Expo Universale di Milano (che avrà effetti sull'economia di tutto il paese). Per i contratti di assunzione temporanea, verrà anche allungato da 12 a 18 mesi il periodo di tempo in cui le aziende non sono obbligate a indicare il cosiddetto “causalone”, cioè il motivo specifico per il quale il dipendente è assunto con un inquadramento precario e non con un rapporto stabile a tempo indeterminato.

MENO BUROCRAZIA

Oltre a ad ammorbidire le regole sulle assunzioni a termine, l'esecutivo vuole rendere meno burocratiche le norme sull'apprendistato e su alcuni contratti precari come il lavoro a chiamata e quello con i voucher (i buoni-lavoro). Quest'ultimi, saranno probabilmente acquistabili soltanto per via telematica mentre per gli apprendisti ci sarà uno snellimento delle regole sulla formazione, che verrà resa più uniforme in tutte le regioni d'Italia.

COLLOCAMENTO E STAGE

Da giorni circola l'ipotesi di un finanziamento di 200 milioni da destinare a migliaia di stage formativi per i giovani, retribuiti con un compenso di 500 euro al mese. Il governo progetta inoltre il rafforzamento dei Centri per l'Impiego pubblici (gli ex-uffici di collocamento), che hanno bisogno di nuovi fondi e di personale, per gestire i percorsi di reinserimento dei disoccupati nel mondo produttivo. Poiché le risorse a disposizione sono poche, si parla da tempo di una maggiore collaborazione tra le strutture di collocamento pubbliche e le agenzie di lavoro private.

INCENTIVI ALLE ASSUNZIONI  

E' uno dei punti più importanti su cui si concentrano le aspettative riguardo alle misure messe in agenda dal governo. Per la creazione di nuovi posti di lavoro, sono in programma alcune agevolazioni contributive da erogare nell'arco di 18 mesi, per le aziende che assumono un giovane con un'età tra i 18 e i 29 anni. Poiché le risorse a disposizione non sono molte (circa 500 milioni di euro), i provvedimenti potrebbero essere concentrati nelle aree geografiche con un tasso di disoccupazione più alto come le regioni del Sud . Inoltre, verrà fissato probabilmente un tetto di 650 euro per l'agevolazione contributiva destinata a ogni singola assunzione.

LA GARANZIA GIOVANI

Inizierà anche la preparazione delle Youth Guarantee (Garanzie Giovani), i piani di inserimento professionale che verranno finanziati dall'Unione Europea con 6 miliardi di euro (almeno 500 milioni solo per l'Italia) e che prevedono dei percorsi di formazione sul lavoro per gli under 25 che hanno già completato gli studi. I programmi delle Youth Guarantee inizieranno nel 2014 ma hanno bisogno di strutture dedicate presso il ministero del Lavoro e i centri per l'impiego, che dovranno essere messi in piedi già nell'arco dei prossimi mesi.

TUTTO SULL'ULTIMA RIFORMA DEL LAVORO

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