Lavoro

Pensioni e rimborsi, come fare ricorso contro il governo

Chi subì il blocco degli assegni previdenziali nel 2012 avrà molto meno del dovuto. Ma le associazioni sono pronte a dare battaglia: ecco in che modo

Salvini su balcone min.Economia, cartelli 'ladri pensioni'

Andrea Telara

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Federmanager, il Codacons e tante altre associazioni dei consumatori o di categoria. Sono davvero molte le sigle che hanno intenzione di fare ricorso contro il decreto del governo Renzi sulle pensioni, approvato nelle settimane passate dopo la sentenza della Corte Costituzionale del 30 aprile scorso. I giudici della Consulta, per chi non lo sapesse ancora, hanno dichiarato illegittimo il blocco delle pensioni voluto nel 2012 e nel 2013 dal governo Monti che, per un intero biennio, non ha rivalutato in base all'inflazione gli assegni previdenziali sopra i 1.400 euro lordi, come invece era sempre avvenuto prima. Dopo il pronunciamento della Corte, l'esecutivo guidato da Matteo Renzi avrebbe dovuto restituire ai pensionati la bellezza di 16-18 miliardi di euro ma ha deciso di rimborsarne solo una piccola parte, cioè 2,18 miliardi circa.


Pensioni, chi avrà i rimborsi e chi no


E così, oggi molte associazioni sono sul piede di guerra. Tra queste, c'è la sigla dei dirigenti d'azienda Federmanager, la prima organizzazione che ha promosso il ricorso di un suo iscritto contro il blocco delle pensioni, attraverso un procedimento giudiziario nel Tribunale di Palermo che poi ha portato alla sentenza della Corte Costituzionale. Mentre non è ancora chiaro quali modalità di azione sceglierà in futuro Federmanager, c'è invece un'associazione dei consumatori, il Codacons, che ha già avviato la raccolta di adesioni a una class action, un'azione giudiziaria collettiva (attraverso il proprio sito web www.codacons.it). Per partecipare a questa iniziativa, bisogna inviare un sms a pagamento che costa circa 2 euro e spedire una lettera di diffida all’Inps, con una procedura che lo stesso Codacons spiegherà via mail al pensionato, dopo la sua adesione alla class action.


Pensioni e rimborsi, istruzioni per l'uso


La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, invece, ha preparato un vademecum per chi ha intenzione di fare ricorso contro i “parzialissimi” rimborsi decisi da Renzi. Innanzitutto, secondo i consulenti del lavoro, il pensionato deve inviare all'Inps una domanda di ricostituzione dell'assegno previdenziale. Si tratta di una procedura prevista dalla legge con cui ogni cittadino può chiedere all'istituto di previdenza di variare l'importo della sua pensione , per tenere conto di situazioni reddituali o contributive prima ignorate. Una volta ricevuta la domanda di ricostituzione, l'Inps potrà decidere se accoglierla o rifiutare. Se non viene data alcuna risposta al diretto interessato entro 120 giorni, l'istanza si presume rifiutata. In questo caso, il pensionato può presentare un ricorso amministrativo contro la decisione dell'istituto di previdenza e poi, con l'assistenza di un legale, iniziare una causa vera e propria, presso il Giudice del Lavoro.


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