Pensioni: quanto prendono gli uomini e quanto le donne

Secondo gli ultimi dati Istat, oltre metà delle pensionate prende meno di 1000 euro. Contro un terzo degli uomini

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Marina Jonna

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Le pensionate sono più "povere" dei pensionati: nel 2012, come riportano i dati Istat, l'importo medio delle pensioni è più basso tra le donne (8.956 euro contro i 14.728 euro). Tutto questo si riflette su un reddito medio pensionistico inferiore: 13.569 euro per le donne, 19.395 euro degli uomini. Le prime rappresentano il 52% dei beneficiari, i secondi il 56% della spesa.

Gli uomini percepiscono in media importi più elevati (differenze principalmente riconducibili alle diverse carriere lavorative che caratterizzano i percorsi di vita dei due generi) e, a seconda delle regioni, si registrano differenze più marcate: in Liguria lo scarto tra il reddito pensionistico degli uomini e quello delle donne è il maggiore (+53,9%), segue il Lazio (+52,1%), la Lombardia (+51,8% in più) e il Veneto (+51,6%). Le regioni dove si registrano minori disuguaglianze sono quelle meridionali; le differenze più contenute sono in Calabria (gli uomini percepiscono redditi pensionistici più elevati rispetto alle donne del 19,9%), in Basilicata (26,7% in più), e il Molise (29,4%in più).

A livello di singole province, ad eccezione di Roma, le differenze più marcate si trovano ancora una volta al Nord: Lecco (+61,6%), Venezia (+59,4%), Livorno (+58,5%), Monza e Brianza (+57,9%), Genova (+57,8%), Bergamo (+56,2%), Milano (+55,3%), Treviso (+54,2%) e Brescia (+53,6%). I valori più contenuti - a conferma di quando già emerso a livello regionale - si registrano al sud: Vibo Valentia (+13,7%), Reggio Calabria (+18,4%), Cosenza (+20,4%), Ogliastra (+21,7%), Nuoro (+22,3%), Benevento (+22,8%), Catanzaro (+22,9%), Potenza (+23,9%), Agrigento (+24,3%) e Lecce (+24,8%).

PENSIONI DI REVERSIBILITA'
Mentre il 66% delle pensioni di vecchiaia è erogato agli uomini (che assorbono l'86% della spesa complessiva), gli assegni di reversibilità sono erogati essenzialmente alle donne (9 su 10) e rappresentano il 41% del totale degli assegni previdenziali loro erogati (con una quota di spesa pari al 53,1%).

Differenze importanti si rilevano anche per le pensioni indennitarie (pesano per il 6% del totale sugli uomini contro l'1,6% delle donne).

Infine, l'incidenza di pensioni d'invalidità civile, sociali e di guerra è maggiore tra le donne (rispettivamente 14,4%, 4,1% e 1,3% contro 12,4%, 2,7% e 0,9% degli uomini). Gli importi più bassi si registrano per gli uomini nelle pensioni di invalidità civile (4.610 euro) e per le donne nelle pensioni di guerra (3.720 euro).

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