Pensioni d'oro e prelievi di solidarietà: a chi spettano i rimborsi e quando arriveranno

Restituite in tempi da record le somme prelevate ai titolari degli assegni sopra i 90mila euro, mentre il bilancio dell'Inps è in rosso e gli italiani si mettono a riposo sempre più tardi

(Credits:Imagoeconomica)

Andrea Telara

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Tra agosto e settembre. E' il periodo in cui l'Inps, con una procedura in tempi da record, restituirà il prelievo sulle pensioni d'oro , cioè sugli assegni previdenziali che superano la soglia di 90mila euro all'anno. Di questa vicenda, che ha fatto parecchio discutere, si parla ormai da settimane. Tutto è nato da una recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà voluto dai governi di Monti e Berlusconi sulle rendite pensionistiche più alte.

PENSIONI D'ORO. VIETATO TAGLIARLE

Sulla parte degli assegni Inps superiori i 90mila euro, infatti, è stato introdotto un prelievo del 5%, che sale al 10% nella soglia oltre i 150mila euro e al 15% per la quota di rendita maggiore di 200mila euro. Con questa operazione, Monti e Berlusconi puntavano a risparmiare qualche decina di milioni di euro sul bilancio pubblico e, soprattutto, intendevano dare un chiaro segnale agli italiani della volontà di chiedere sacrifici un po' a tutti, anche a chi guadagna di più.

I giudici della Consulta hanno però cambiato le carte in tavola poiché il contributo di solidarietà, secondo la Corte, contrasta con due norme della Costituzione: quella contenuta nell'articolo 3, che fissa il principio di uguaglianza tra tutti i cittadini e quella dell'articolo 53, secondo il quale ogni italiano deve pagare un determinato quantitativo di tasse, in proporzione alla propria capacità contributiva. Detto in soldoni, per la Consulta non è costituzionale che un cittadino debba subire un prelievo superiore agli altri, soltanto perché è un pensionato (seppur ricco). O si tassa tutti gli italiani allo stesso modo, indipendentemente dalla professione che svolgono, o non si tassa nessuno.

PENSIONI D'ORO E PENSIONI DA FAME

Dopo le diatribe sui contenuti della sentenza, ora le polemiche si sono spostate sulla solerzia con cui l'Inps ha deciso di restituire l'illegittimo prelievo di solidarietà, già applicato tra gennaio e giugno del 2013, per un totale di circa 40 milioni di euro. L'importo degli assegni è già stato aggiornato (con l'eliminazione del prelievo), mentre gli ex-lavoratori del settore sport e spettacolo hanno incassato le somme non dovute a luglio e gli ex-dipendenti pubblici le riceveranno nella mensilità di agosto. Infine, per gli ex-addetti del settore privato, i rimborsi arriveranno tra agosto e settembre. Certo, l'Inps non ha fatto altro che rispettare alla lettera tutte le procedure previste dalla legge. Tuttavia, la velocità con cui le somme di denaro saranno liquidate stona parecchio con i tradizionali tempi biblici della pubblica amministrazione, che deve ancora restituire alle imprese decine di miliardi di euro di debiti pregressi, fatturati da parecchi mesi.

PENSIONI SEMPRE PIU' MAGRE

Senza dimenticare, poi, i dati appena giunti dall'Inps che testimoniano come la riforma delle pensioni di Elsa Fornero abbia imposto un sacrificio a molti italiani, costringendoli a lavorare un po' di più. Mentre il bilancio dell'istituto della previdenza è finito in rosso per 9 miliardi di euro (a causa dell'accorpamento dell'Inpdap), il numero di pensioni liquidate in Italia nel primo semestre del 2013 ha avuto una flessione di ben il 38%. L'età media del pensionamento, invece, entro la fine dell'anno dovrebbe superare la soglia dei 61 anni, che corrisponde a 1 anno in più rispetto a quella che si registrava nel 2011. Mentre i lavoratori sono costretti a "faticare" ancora, insomma, i pensionati d'oro continueranno a percepire i cospicui assegni di sempre.

PENSIONI D'ORO: DUE STRADE PER TAGLIARLE

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