Pensioni: gli assegni sotto i mille euro e le rendite da privilegiati

Metà degli anziani riceve dall'Inps un vitalizio ultra-ridotto. Ma pochi fortunati guadagnano troppo

Il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua (credits: Matteo Bazzi/Ansa)

Andrea Telara

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Più del 45% dei pensionati italiani guadagna meno di mille euro lordi al mese. E' il dato che, puntuale come un orologio anche nel 2013, emerge dall'ultimo rapporto annuale dell'Inps , illustrato ieri dal presidente dell'istituto, Antonio Mastrapasqua.

PENSIONI D'ORO E PENSIONI DA FAME

Le cifre non sono molto diverse rispetto a quelle dello scorso esercizio, ma hanno riempito ugualmente le pagine dei giornali, che evidenziano gli assegni ultra-ridotti incassati da parecchi anziani. Tuttavia, ancora una volta, le cifre necessitano di un'attenta lettura, per evitare qualche equivoco di troppo. Innanzitutto, va ricordato che a guadagnare poco sono soprattutto alcune categorie di pensionati come le vedove, gli invalidi o chi ha maturato l'assegno di vecchiaia (indipendentemente dai contributi versati). Chi è iscritto all'Inps e appartiene a queste categorie, riceve infatti un vitalizio medio attorno ai 600-700 euro mensili. Ben più alte sono invece le pensioni di anzianità, cioè quelle maturate accumulando una determinata quantità di contributi, le quali ammontano in media a 1.527 euro lordi.

Non vanno poi dimenticate altre categorie di anziani che ricevono mediamente un vitalizio ben più alto di tutti gli altri iscritti all'Inps. E' il caso degli ex-dipendenti pubblici (non solo gli impiegati statali ma anche i magistrati o gli esponenti delle forse dell'ordine) che, fino al 2011, avevano un proprio ente pensionistico di categoria, l'Inpdap, oggi accorpato dall'Inps, dove ha porto in dote un passivo di oltre 6 miliardi di euro. Per gli ex-iscritti all'Inpdap, l'importo medio della pensione è di 1.725 euro euro lordi mensili.

PENSIONI D'ORO. VIETATO TAGLIARLE

Infine, va ricordato che ci sono meno di 750mila pensionati (poco più del 4% del totale) che ricevono dall'Inps un assegno di oltre 3mila euro lordi ogni 30 giorni e che costano alle casse pubbliche ben 40 miliardi di euro all'anno. Chi ha un vitalizio d'oro, se lo tiene indubbiamente ben stretto. Basti ricordare cosa è successo con il contributo di solidarietà (tra il 5 e il 15%) applicato negli anni scorsi dai governi di Monti e Berlusconi sugli assegni Inps di importo superiore ai 90mila euro lordi annui (intorno a 5-6mila euro netti). Dopo aver portato la questione di fronte alla Corte Costituzionale, i pensionati d'oro hanno ottenuto l'azzeramento del contributo di solidarietà e presto riceveranno pure il rimborso dei prelievi già effettuati dall'Inps negli anni scorsi. Mentre metà degli anziani guadagna meno di mille euro al mese, tagliare le pensioni più alte in Italia sembra ancora una missione impossibile.

PENSIONI SEMPRE PIU' MAGRE PER I GIOVANI

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