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Lavoro

Pensioni, le differenze tra l’Italia e l’Europa

Secondo uno studio della Uil, i nostri connazionali si godono meno anni di pensione, pur vivendo più a lungo di molti altri cittadini dell’Ue

Se gli italiani sono il popolo più longevo d’Europa (o quasi), è anche vero che si godono mediamente meno anni di pensione rispetto a chi abita in altri paesi. È la conclusione a cui è giunto uno studio della Uil che ha fatto un calcolo numerico molto semplice: ha messo a confronto le aspettative di vita della popolazione con l’età di pensionamento in ogni nazione dell’Ue. 

Età di pensione e aspettative di vita

In Italia, l’aspettativa di vita è certamente alta:  87,2 anni per le donne e 83,1 anni per gli uomini. Nessun paese vanta numeri migliori dei nostri per entrambe i sessi, fatta eccezione per la Francia (84,5 per gli uomini e 88,6 per le donne) o la Spagna (84 per gli uomini e 88 per le donne). Tuttavia, da quando l’età della pensione di vecchiaia è stata innalzata in Italia a 66 anni e 7 mesi (67 anni dal 2019), per la Uil i nostri connazionali sono tra i popoli che si gode in assoluto meno anni di riposo dal lavoro. 

Ritirandosi a quasi 67 anni, gli uomini italiani trascorrono mediamente 16,4 anni in pensione prima di morire, contro i 18,9 anni della media europea, i 19 degli spagnoli e i ben 24,5 anni dei francesi. Le donne nostre connazionali, invece, trascorrono mediamente a riposo 21,7 anni contro gli oltre 23 anni del resto del continente. 

A Sud delle Alpi la  vita è lunga ma la pensione è corta, insomma, almeno secondo la Uil. Tuttavia, una precisazione è d’obbligo. Nella sua analisi, il sindacato diretto da Carmelo Barbagallo prende infatti a riferimento solo la pensione di vecchiaia, cioè quella che scatta non appena viene raggiunta una determinata età, indipendentemente dai contributi versati (purché vi sia un minimo di 20 anni di carriera). 

Assegni di vecchiaia e assegni anticipati

Non va dimenticato, però, che nel nostro Paese esiste anche la possibilità di mettersi a riposo con la pensione anticipata, che matura una volta raggiunti i 42 anni e 7 mesi di contributi (41 anni e 7 mesi per le donne), indipendentemente dall’età. 

Chi ha iniziato a lavorare presto (per esempio a 18 anni) e ha avuto una carriera abbastanza continua, dunque, può ritirarsi dal lavoro molto prima dei 67 anni. Non a caso, secondo le statistiche dell’Inps, l’età media del pensionamento nel nostro Paese è in realtà ancora di 62 anni. I dettagli, spesso, fanno la differenza.  

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