Lavoro

Pensioni, cosa cambia dal 2018

A riposo a 67 anni, nuovo sistema per legare l’età del ritiro dal lavoro alle speranze di vita. Le novità del prossimo biennio sulla previdenza

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Andrea Telara

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Ancora una volta, in vista dell’arrivo del nuovo anno, si preannunciano novità in materia di pensioni. Sarà così anche nel 2018 e pure nel 2019, quando le regole previdenziali subiranno in Italia alcune importanti modifiche, dopo un lungo confronto tra governo e sindacati (dove la Cgil ma manifestato la sua contrarietà alla firma di un accordo). 

Ecco, di seguito, i maggiori cambiamenti in vista nel prossimo biennio in tema di pensioni. 

In pensione a 67 anni 

Dal 2019, l’età della pensione di vecchiaia salirà a 67 anni  contro i 66 anni e 7 mesi attuali. Aumento previsto anche per l’età della pensione anticipata, che verrà fissata 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne, 3 mesi in più rispetto a oggi. Esenti da queste regole solo 15 categorie lavorative che svolgono mansioni gravose. 

Ape Social

Verrà estesa anche al prossimo anno (e anche al 2019) l’applicazione dell’Ape Social, l’anticipo pensionistico  creato dal governo Renzi che consente di andare in pensioni a 63 anni di età senza penalizzazioni ad alcune categorie particolarmente disagiate. 

Due commissioni di esperti

Verrà creata una commissione di esperti che, entro il 30 settembre 2018, si occuperà di stabilire quali sono le categorie professionali che hanno aspettative di vita minori, in modo da fissare delle età pensionabili differenziate sulla base di criteri scientifici. 

Un’altra commissione di esperti si occuperà della possibile separazione tra previdenza e assistenza. Il che consentirà di porre alcune prestazioni assistenziali oggi pagate dall’Inps con i contributi dei lavoratori a carico della fiscalità generale (cioè a carico delle tasse pagate da tutti i cittadini). 

I due gruppi di lavoro saranno composti da rappresentanti del ministero dell’Economia, del ministero del Lavoro, del ministero della Salute, da funzionari dell’ Inps e dell’Inail oltre che dai datori di lavoro e dai sindacati. 

Aspettative di vita

A partire dal prossimo anno, con effetto però dal 2021, vi sarà una revisione del meccanismo di adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita. Tra i cambiamenti in arrivo, è previsto che l’avanzamento dell’età di uscita dal lavoro (in seguito alla crescita delle aspettative di vita) avverrà ogni due anni non potrà superare i 3 mesi (salvo poi essere recuperato successivamente, nel caso in cui nel biennio vi fosse stato un incremento maggiore di 3 mesi).

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